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Martedì 9 luglio 2013 - 14:20

Crisi: Uvet Travel Index, rallenta caduta pil nel secondo trimestre

(ASCA) – Roma, 9 lug – Nel secondo trimestre di quest’annorallenta la caduta del pil nel nostro Paese. E’ quantoprevede l’Uvet Travel Index che ha individuato una relazionescientifica ed econometrica tra l’andamento dei viaggid’affari e il pil italiano. L’Uvet Travel Index e’ stato ideato dal gruppo Uvet, leadernella distribuzione turistica con 2,2 mld di euro di girod’affari, e curato, per la parte scientifica, da The EuropeanHouse Ambrosetti. Confrontando una serie numerica compresafra il primo gennaio 2006 e il 30 giugno 2013 si e’verificato che il trend dei viaggi d’affari rispecchia al 94%l’andamento del Prodotto Interno Lordo del Paese. ”Piu’ volte – afferma Luca Patane’, presidente del gruppoUvet – abbiamo detto che c’e’ una correlazione tra andamentodei viaggi d’affari e pil, ora abbiamo dato una vestescientifica a questa nostra intuizione e nei prossimi mesicontiamo di dare la prima previsione ufficiale”. L’indice si base sulle rilevazioni della Business TravelSurvey (BTS), l’indagine periodica che monitora i trend nelsettore dei viaggi d’affari elaborata da Uvet AmericanExpress, la societa’ del gruppo Uvet specializzata nellagestione della mobilita’ aziendale. Secondo gli ultimi datidisponibili della BTS, nei primi sei mesi del 2013 letrasferte di lavoro sono cresciute del 2% rispettoall’analogo periodo del 2012. Contemporaneamente vi e’ stata,pero’, una riduzione della spesa media (-4%), segno che leaziende ricercano le soluzioni piu’ vantaggiose per ridurreil costo dei viaggi di lavoro favorite anche dalla strategiadi prezzo dell’offerta. A trainare questo lieve incremento sono soprattutto le meteintercontinentali (+6%), mentre segnali di sofferenzaprovengono dal mercato europeo, dove le trasferte aeree sonostate in calo del 2%, e da quello nazionale che haevidenziato una riduzione degli spostamenti dell’8%. Le spesein viaggi aerei hanno registrato complessivamente un calo,soprattutto grazie al minor costo del biglietto aereo,ridottosi mediamente del 6% sui voli intercontinentali, del5% su quelli nazionali e del 3% su quelli europei.

Sul mercato interno prosegue l’ascesa degli spostamenti intreno grazie anche all’aumento dell’offerta nel segmento altavelocita’ con un incremento del 10%. La presenza di dueoperatori concorrenti nel settore ha, inoltre, favorito lariduzione del costo medio del biglietto: dai 60 euro delprimo semestre 2012 ai 56 euro del primo semestre 2013.

I dati della Business Travel Survey 2013 sulle destinazionipiu’ gettonate da chi si sposta per lavoro evidenziano sulfronte intercontinentale una crescita delle trasferte versoDubai che, con una quota del 5,3% sul totale trasferte nelprimo semestre 2013 (4,4% nello stesso periodo del 2012), e’stata la principale meta. Contemporaneamente, New York haperso la propria leadership, passando da una quota del 5,5%(primo semestre 2012) a una del 4,8% (primo semestre 2013).

Come gia’ rilevato nel semestre precedente, prosegue il calodelle trasferte aeree verso i paesi BRIC, ma con Brasile eRussia in crescita, India e Cina in diminuzione. Se nel primosemestre 2012 erano il 6,1% del totale ora sono il 6%.

Sul mercato europeo Parigi rimane la meta piu’ battuta damanager e dipendenti di aziende attive in Italia: sullacapitale francese nel primo semestre di quest’anno si e’concentrato il 13,4% di tutte le trasferte (12,6% nellostesso periodo 2012). Cresce anche Madrid, con una quotapassata dal 3,6% del 1* semestre 2012 al 3,9% del 1* semestre2013. Meno frequentate, rispetto alla prima meta’ del 2012,Francoforte (dal 4% al 3,4%), Monaco (dal 3,3% al 3,1%) eBruxelles (dal 6,5% al 6,1%).

Sul mercato domestico, la Business Travel Survey evidenziameno movimento per affari verso Roma, scesa nel primosemestre 2013 sotto il 30% (28,2%) contro il 30,7% del 2012.

Si e’ viaggiato di meno anche verso Torino, dal 3,8% delprimo semestre 2012 al 3,5% di quest’anno. Si viaggia di piu’ per lavoro, invece, verso le altre metenazionali: Milano (dal 30,7% al 31,1%), Napoli (dal 6,7% al7,1%), Catania (dal 5% al 5,3%), Bari (dal 3,1% al 3,5%),Venezia (dal 2,9% al 3,5%), Genova (dal 2,8% al 3,2%) ePalermo (dal 2,5 al 2,6%). com-ram

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