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Lunedì 8 luglio 2013 - 09:38

Edilizia: Squinzi, giusta ‘giornata della collera’, basta vessazioni

(ASCA) – Milano, 8 lug – Il mondo dell’edilizia e dellecostruzioni torna a denunciare le difficolta’ di un settoremesso con le spalle al muro non solo dalla difficilecongiuntura economica ma anche dalle complicazioniburocratiche. Lo fa occupando Piazza Affari, sede della Borsadi Milano e dunque simbolo dell’economia e della finanza, coni caschetti gialli da operaio edile, questa volta sistemati avortice per voler simboleggiare il ”vortice burocratico”che affligge il settore. E’ la seconda volta, dopo un’analoga manifestazione delfebbraio scorso, che le associazioni imprenditoriali degliedili e delle costruzioni protestano a Piazza Affari. I datidiffusi da Assimpredil Ance dicono che i posti di lavoropersi nel settore delle costruzioni dall’inizio della crisiad oggi sono arrivati a 446 mila, numero che sale a 690 milase si considerano anche i comparti dell’indotto. Una crisiche colpisce non solo gli operai ma anche i professionisticome architetti ed ingegneri, calati del 23%. Negli annidella crisi le ore di cassa integrazione autorizzate sonoaumentate del 245%, con i primi 4 mesi del 2013 che fannoregistrare un’ulteriore crescita del 26% rispetto ai primi 4mesi del 2012.

Presente in Piazza affari anche il presidente diConfindustria, Giorgio Squinzi, che in veste di patron dellaMapei si sente particolarmente legato al settore dellecostruzioni. Condividendo al 100% la protesta di oggi:”Abbiamo il diritto di protestare contro le vessazioni cheaffliggono il mondo delle costruzioni”, ha detto Squinzispiegando che dal suo punto di vista e’ stato ”giustissimo”promuovere questa nuova giornata della collera. ”Levessazioni – ha evidenziato – sono quelle che ci impedisconodi ripartire. Negli Usa la ripresa e’ partita e si e’ basatasoprattutto sulle costruzioni. Noi non abbiamo mai avuto lebolle immobiliari, come Usa e Spagna, dove il settorerappresenta il 27% del Pil, mentre noi siamo nella media Uetra l’11 e il 13”.

Su un elemento, il presidente di Confindustria non hadubbi: ”Se non si riesce a ripartire, cio’ e’ dovuto allecomplicazioni burocratiche. Abbiamo bisogno disemplificazione e ci stiamo battendo per questo. E questogoverno, perlomeno, sta ascoltando e sta dando segnali diattenzione. Nelle scorse settimane abbiamo presentato ilpacchetto semplificazione che e’ stato recepito dal goveno,anche se il cammino e’ molto lungo”.

fcz/sam/

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