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Sabato 6 luglio 2013 - 11:29

Media: Anselmi, alla tv piu’ pubblicita’. Quotidiani e periodici -9%

(ASCA) – Roma, 6 lug – L’editoria e’ ”un settore in cui lacongiuntura economica avversa si salda con la rapidatrasformazione del mercato dei media, su uno sfondocaratterizzato dal permanere di criticita’ di naturastrutturale mai risolte: un mercato pubblicitario fortementesbilanciato in favore delle televisioni; una tutelaampiamente insufficiente dei contenuti editoriali”. Lo hadichiarato Giulio Anselmi, presidente Fieg, durante il suodiscorso di apertura dei lavori WAN-IFRA Italia 2013, la XVIedizione della Conferenza internazionale per l’industriaeditoriale e della stampa italiana che si e’ tenuta in questigiorni a Bergamo, promossa da WAN-IFRA (Associazione mondialedegli editori), FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali)e ASIG (Associazione Stampatori Italiana Giornali), perrilanciare nuove interessanti prospettive di sviluppo nelsettore. Ne da’ notizia la news letter Media Duemila in corsodi distribuzione.

Per Anselmi, i dati presentati in occasione del convegno,forniti dal Rapporto sull’industria italiana dei quotidiani,che viene realizzato annualmente dall’Asig edall’Osservatorio tecnico ”Carlo Lombardi” per i quotidianie le agenzie di informazione, parlano chiaro. ”Questaricerca, che ogni anno fornisce una fotografia dettagliatadel settore sui dati della pubblicita’ e delle vendite,sull’andamento dei bilanci, sulla situazione occupazionale eretributiva dei lavoratori poligrafici, ed una anagrafeaggiornata del settore, ci dice che la recessione ha avuto unimpatto molto pesante per le imprese editrici di quotidiani eperiodici sommandosi ad una crisi strutturale dei mediacartacei”, spiega Anselmi. In particolare le conseguenzedell’andamento negativo della diffusione e del mercatopubblicitario gravano sui bilanci delle imprese editrici chenel 2012, ad esempio, hanno subito un calo dei ricavi del 9%per i quotidiani e del 9,5% per i periodici con ildimezzamento dell’utile di esercizio dei quotidiani, da 92,8a 42,3 milioni di euro.

L’industria italiana dei quotidiani, si legge nelrapporto, e’ costituita da 155 testate, 116 societa’editrici, 87 concessionarie di pubblicita’, 147 agenzie diinformazione e 80 stabilimenti di produzione per un totale diricavi, nel 2012 di 2,566 miliardi di euro con unacontrazione comunque del 12% rispetto agli anni precedenti.

Le spiegazioni di tale andamento ”vanno al di la’ dellagradevolezza e del credito delle piattaforme per rimandarci -ha puntualizzato Anselmi – a un fenomeno che potremmochiamare sovrinformazione”.

L’eccesso viene percepito come confuso e prevaricatore. ”Ilcontenitore del rifiuto raccoglie eccessiva politicizzazionee tifoseria di testate e giornalisti, accalorarsi da talkshow, grida e ingiurie contrabbandate per liberta’d’informazione. In questo quadro – ha continuato ilpresidente Fieg – l’informazione sul web fa parte di untutt’uno magmatico che prescinde in gran parte dalla qualita’e dall’affidabilita”’. La carta stampata comunquerappresenta ancora oggi il 90% dei ricavi del settoreeditoriale e i nuovi modelli per il rilancio economico devonoprevedere l’integrazione tra carta e web rivalutando le fontitradizionali dell’informazione affinche’ si moltiplichino lepossibilita’ di accesso alle notizie. Perche’ se anche laRete genera nuove modalita’ di fruizione di contenuti eproduce nuove forme di reddito, i ricavi registrati daInternet non compensano la contrazione dei ricavi dalle fontitradizionali di fruizione con conseguenze sugli investimentie sull’occupazione. ”con questa consapevolezza occorre farei conti, guardando al nuovo – ha continuato Anselmi – ma conun piede saldo nella carta stampata che e’ garanzia diautorevolezza e qualita’ dell’informazione offerta”.

http://www.mediaduemila.it/?p=13739m2/ram

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