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Giovedì 4 luglio 2013 - 12:12

Ue: Cgil, dopo sentenza Corte Giustizia abolire norma su reparti confino

(ASCA) – Roma, 4 lug – ”Dopo la sentenza della Corte digiustizia dell’Unione europea, che ha condannato l’Italia perle norme sul lavoro per i disabili, il primo atto da fare e’quello di abolire l’articolo 9 della legge 138/11 (lacosiddetta manovra di ferragosto targata Tremonti-Sacconi)che prevedeva la sterilizzazione delle norme previste dallalegge 68/99 sul collocamento per i disabili e riproponeva ilrischio dei reparti ‘confino”’. E’ quanto afferma ilsegretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, inmerito a quanto stabilito oggi da una sentenza dalla Corteeuropea.

”Cio’ che e’ accaduto nella crisi – prosegue la dirigentesindacale – e’ che le aziende potendo derogare lecompensazioni territoriali e non avendo piu’ vincolistringenti sull’attuazione delle previsioni sul collocamentohanno penalizzato i lavoratori diversamente abili”.

La sentenza di oggi, osserva, ”interviene sulla ‘mancataimposizione a tutti i datori di lavoro dell’adozione diprovvedimenti pratici ed efficaci a favore di tutti idisabili: non avendo stabilito questo obbligo, l’Italia e’venuta meno ai propri impegni derivanti dal dirittodell’Unione’. Ripristinare congruamente il fondo perl’inclusione dei lavoratori disabili, abolire l’articolo 9della manovra dell’agosto del 2011 e investire nellaformazione dei lavoratori piu’ fragili sono la risposta dadare a questa sentenza – conclude Sorrentino – che ci chiededi ripristinare dignita’ nel lavoro dei soggetti piu’fragili”.

red/glr

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