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Giovedì 4 luglio 2013 - 09:34

Crisi: Coldiretti, in mani straniere marchi italiani storici per 10 mld

(ASCA) – Roma, 4 lug – Sono passati in mani straniere marchistorici dell’agroalimentare italiano per un fatturato dialmeno 10 miliardi di euro dall’inizio della crisi, che hareso piu’ facili le operazioni di acquisizione nel nostroPaese, dall’Orzo bimbo agli spumanti Gancia, dai salumiFiorucci alla Parmalat, dalla Star al leader italiano deipomodori pelati finito alla giapponese Mitsubishi. Ma nel2013 e’ stato ceduto anche il 25 per cento del riso Scotti,mentre per la prima volta la produzione di vino Chianti nelcuore della Docg del Gallo Nero e’ divenuta di proprieta’ diun imprenditore cinese.

E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti,Sergio Marini, sulla base di uno studio presentatoall’odierna Assemblea nazionale a Roma, alla presenza di15mila coltivatori italiani, dei ministri Alfano, DeGirolamo, Orlando, Lorenzin, Zanonato, oltre cherappresentanti delle forze sociali, economiche, sindacali,nazionali ed estere. Per l’occasione e’ stato allestito ”Loscaffale del Made in Italy che non c’e’ piu”’ dal quale sievidenzia che nel mondo c’e’ fame d’Italia con una drammaticaescalation nella perdita del patrimonio agroalimentarenazionale.

”I grandi gruppi multinazionali che fuggono dall’Italiadella chimica e della meccanica investono invecenell’agroalimentare nazionale perche’, nonostante il crollostorico dei consumi interni, fa segnare il record nelleesportazioni grazie all’immagine conquistata con i primatinella sicurezza, nella tipicita’ e nella qualita”’ haaffermato il presidente della Coldiretti.

”Il passaggio di proprieta’ – ha denunciato Marini – haspesso significato svuotamento finanziario delle societa’acquisite, delocalizzazione della produzione, chiusura distabilimenti e perdita di occupazione. Si e’ iniziato conl’importare materie prime dall’estero per produrre prodottitricolori. Poi si e’ passati ad acquisire direttamente marchistorici e il prossimo passo e’ la chiusura degli stabilimentiitaliani per trasferirli all’estero. Un processo – concludeil presidente di Coldiretti – di fronte al quale occorreaccelerare nella costruzione di una filiera agricola tuttaitaliana che veda direttamente protagonisti gli agricoltoriper garantire quel legame con il territorio che ha consentitoai grandi marchi di raggiungere traguardi prestigiosi”.

Se la settimana scorsa la multinazionale del lusso LVMH haacquisito una partecipazione di maggioranza nel capitalesociale della Pasticceria Confetteria Cova proprietaria dellasocieta’ Cova Montenapoleone Srl, che gestisce la notapasticceria milanese, l’ultimo colpo nelle campagne toscanee’ stato messo a segno – sottolinea la Coldiretti – da unimprenditore cinese della farmaceutica di Hong Kong, che haacquistato per la prima volta un’azienda vitivinicolaagricola nel Chianti, terra simbolo della Toscana per laproduzione di vino: l’azienda agricola Casanova – LaRipintura, a Greve in Chianti, nel cuore della Docg del GalloNero. Nel 2013 – continua la Coldiretti – si e’ verificato ilpassaggio di mano del 25% della proprieta’ del riso Scotticeduto dalla famiglia pavese al colosso industriale spagnoloEbro Foods. Con l’inizio della crisi – informa la Coldiretti – si e’verificata una accelerazione nel processo di cessione deimarchi storici del Made in Italy che nell’agroalimentare eragia’ in fase avanzata. La stessa Nestle’ – osserva laColdiretti – possedeva gia’ dal 1993 il marchio Anticagelateria del Corso e addirittura, dal 1988, la Buitoni e laPerugina. stt/cam/bra

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