Header Top
Logo
Sabato 24 Giugno 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Economia
  • Cgil: guardare al lavoro e alla contrattazione con gli occhi delle donne

colonna Sinistra
Giovedì 4 luglio 2013 - 19:31

Cgil: guardare al lavoro e alla contrattazione con gli occhi delle donne

(ASCA) – Roma, 4 lug – Oltre 600 tra delegate e dirigentisindacali si sono incontrate oggi a Roma per l’AssembleaNazionale delle donne del sindacato di Corso d’Italia,proseguendo cosi’ quel percorso di analisi e riflessioneiniziato piu’ di un anno fa con la prima assemblea ‘Le donnecambiano…’ e continuato, nei mesi successivi, nei territorie nelle categorie attraverso assemblee, seminari edibattiti. A distanza di un anno le donne della CGIL hannovalutato insieme il cammino percorso fino ad oggi e hannoprovato a trarne le prime conclusioni. Negli oltre 30 interventi, che si sono susseguiti nelcorso della giornata, tanti i riferimenti al mondo del lavorosconquassato dalla crisi economica e all’interno del qualesono proprio le donne a pagare le conseguenze piu’drammatiche, intrappolate tra la disoccupazione, che hasuperato il 13%, e la precarieta’, oltre il 50% dei contrattiatipici e’ ‘riservato’ alle donne. Inoltre, i tagli allepolitiche sociali non hanno fatto altro che rafforzare quelsistema di welfare familistico che grava esclusivamente sullefigure femminili. Occore quindi ”guardare al lavoro e allacontrattazione con gli occhi delle donne” ha affermato ilSegretario Confederale della CGIL, Vera Lamonica, nella suarelazione che ha introdotto i lavori dell’assemblea. Non sisupera una crisi cosi’ profonda, secondo Lamonica, se ”nonsi riparte da obiettivi di sviluppo che abbiano il lavoro alcentro”. Ogni lavoratrice in piu’, ha spiegato la dirigentesindacale ”e’ contemporaneamente: una misura di politicaeconomica, perche’ accresce la domanda; di politica sociale,perche’ e’ la prima forma di contrasto alla poverta’; dipolitiche di eguaglianza e pari opportunita’ perche’costruisce una dimensione non discriminatoria delle relazionisociali e familiari”. Attraverso la negoziazione territoriale e sociale, e conil protagonismo di tutte le categorie, si possono ottenere iprimi risultati sul tema della genitorialita’ che ”non puo’rimanere nel recinto delle sole donne”. La tutela dellamaternita’ deve essere ”universale, come diritto dicittadinanza”. Secondo la CGIL per dare risposta alle tanteesigenze delle lavoratrici e’ fondamentale estendere evalorizzare la contrattazione di genere, solo cosi’ si puo’affrontare la questione della conciliazione tra vita elavoro, la questione della salute, del riconoscimento delleprofessionalita’, del recupero del divario nelleretribuzioni, dell’innovazione nella contrattazione deisalari di produttivita’ e del ruolo centrale dellaformazione. Le conclusioni sono state affidate al Segretario Generaledella CGIL, Susanna Camusso che interrogandosi sulsignificato di democrazia, ha affermato: ”il metro di misuradella democrazia non sono solo le forme con cui si partecipama quale trattamento c’e’ per le donne di quel paese”. Ampiariflessione, inoltre, e’ stata dedicata dalla leader dellaCGIL al significato di pari opportunita’ che insieme allaconciliazione, sostiene ”non ci bastano piu’, non sono unmodello di cambiamento se intese come omologazione”, cosi’avverte Camusso ”diventano un ghetto”. Riferendosi alpart-time la leader della CGIL ha proseguito dicendo: ”lariduzione dell’orario e’ diventata una gabbia perche’ cosi’la societa’ era certa che avremmo potuto fare il lavoro dicura. Da elemento di liberta’ e’ diventato un vincolo e unmodo costruito dalle imprese per determinare orari scomodi evite difficili”. Per Camusso con ”l’agire quotidiano” sipuo’ determinare ”un cambiamento della realta”’ e quindidel mondo del lavoro, del welfare e della contrattazione. Ilsindacato deve essere in grado di raccogliere due grandisfide: quella della formazione e quella dellarappresentanza.

red/rf

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su