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Mercoledì 3 luglio 2013 - 18:24

Ue: Corte Conti, bene uscita da infrazione ma ampliare politiche bilanci

(ASCA) – Roma, 3 lug – ”Le note conclusioni del Consiglioeuropeo del marzo di quest’anno non possono che essereaccolte positivamente. La criticita’ della situazioneattuale sul fronte dell’occupazione e della stessa tenuta deldisegno europeo richiedono un impegno straordinario che diamaggior concretezza ad un intervento che, come sottolineatoanche nella comunicazione del marzo scorso del Governoitaliano al Presidente del Consiglio europeo, consenta diampliare i margini di manovra nelle politiche di bilancio,senza tuttavia pregiudicare il percorso di risanamento dellefinanze pubbliche”. Lo ha detto il Presidente della Cortedei Conti, Luigi Giampaolino nel corso di una tavola rotondadal titolo ”Equilibri di bilancio e autonomia gestionaledelle amministrazioni”.

Per Giampaolino ”non si ritiene, al riguardo, che sitratti tanto di recuperare margini di flessibilita’indistinti negli obiettivi e nelle riforme strutturali checiascun paese si e’ assunto di conseguire: infatti, primaancora delle proteste dei partner europei e dei richiamidella Commissione, sarebbero gli stessi mercati a punirel’allontanamento da una strada di risanamento da parte diPaesi, come l’Italia, con un debito pubblico cosi’elevato”.

Per il presidente della magistratura contabile ”si trattapiuttosto di ricercare, in un’azione comune e in interventimirati, gli spazi necessari a sostenere adeguatamente lacrescita. Su due punti e’ da ritenere che ci si debba muoverecon ancora maggiore forza. Va potenziato, anzitutto,l’intervento previsto con il bilancio comunitario,intervenendo non solo sulla dimensione dello sforzofinanziario, ma anche sulla tempestivita’ degli interventi,spesso rallentati da difficolta’ di gestione nazionali. Intale ottica si e’ mosso, come e’ noto, l’aumento di capitaledella Banca europea per gli investimenti pari a 10 miliardidi euro, che dovrebbe consentire all’Istituto di prestare 60miliardi di euro aggiuntivi a sostegno della crescita edell’occupazione: unitamente al Fondo europeo per gliinvestimenti, questo contribuira’ ad attivare progettid’investimento per un valore fino a 180 miliardi di euro nelperiodo 2013-2015.

Tali risorse concorrono al finanziamento delle misure distimolo alla crescita previste dal Patto per la crescita el’occupazione approvato dal Consiglio europeo di giugno 2012,riguardanti le infrastrutture, l’efficienza energetica,l’economia digitale, la ricerca e l’innovazione e le PMI. Unastrategia di intervento che andrebbe ampliata”.

Per Giampaolino ”si tratta anche di arrivare al piu’presto ad una definizione dei cosiddetti ”accordicontrattuali” e dei mezzi per incoraggiare gli Stati membriche si impegnano ad attuare interventi di caratterestrutturale. Un meccanismo, la cui introduzione e’ statasostenuta dal nostro paese, che prefigura il ricorso adaccordi di natura contrattuale tra gli Stati membri e leistituzioni dell’UE, attraverso i quali gli Statiassumerebbero l’impegno ad attuare interventi specifici intempi e modalita’ certe a fronte delle quali beneficerebberodi incentivi limitati, temporanei, flessibili e orientatisull’obiettivo. Per il nostro paese potrebbe esserel’occasione per dar corpo, ad esempio, ad interventi inmateria ambientale (gestione dei rifiuti, questione diraccolta trattamento e smaltimento dei residui) in cui piu’forte e’ oggi il ritardo rispetto a regole e paesi dellaUnione europea. La necessita’ di superare le sanzioni eabbattere i costi economici e sociali legati a tali ritardirenderebbe coerente la richiesta di operare con finanziamentinazionali in deroga e piu’ facile misurare l’efficaciadell’intervento”.

red/glr

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