Header Top
Logo
Giovedì 22 Giugno 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Economia
  • Ingegneria: Oice, nel 2013 occupazione in calo del 10,5%

colonna Sinistra
Mercoledì 3 luglio 2013 - 16:10

Ingegneria: Oice, nel 2013 occupazione in calo del 10,5%

(ASCA) – Roma, 3 lug – Per il 2013 l’occupazione nellesocieta’ di ingegneria risultera’ in calo del 10,5%,soprattutto per le difficolta’ delle piccole strutture;caleranno anche i nuovi contratti all’estero con un -3,3%;il valore della produzione delle societa’ di ingegneria peril 2012, sostenuto dalle societa’ oltre i 50 addetti, chiudecon un +3,7% e con stime di ulteriore crescita per il 2013.

Sempre male il mercato degli appalti pubblici.

Sono questi i dati principali emersi dalla 29esima edizionedella Rilevazione annuale sulle societa’ di ingegneriaitaliane, curata dall’OICE, l’Associazione aderente aConfindustria che raggruppa 460 societa’ di ingegneria, conla collaborazione del Cer, Centro Europa Ricerche, che e’stata presentata oggi a Roma presso la sede della C. Lotti &Associati S.p.A.

La Rilevazione, con i dati a consuntivo per il 2012 eprevisionali per il 2013 delle societa’ di ingegneria pura edi quelle di general contracting, ha messo in luce il ruolotrainante del mercato estero che, per l’anno 2012, riescepiu’ che a compensare la caduta del mercato interno econtribuisce notevolmente al valore della produzione degliassociati OICE, pari a 2.330 milioni di euro, in lieveaumento (+3,7%) rispetto ai 2.246 milioni di euro del 2011. Il dato positivo, in linea con le stime dell’anno scorso,e’ dovuto soprattutto al contributo delle societa’ dimaggiori dimensioni, oltre i 50 addetti, per le quali laproduzione 2012 e’ aumentata. Preoccupano viceversa ledifficolta’ patite soprattutto dalle piccole societa’ che,pure mantenendosi sulla quota del 2011, mostrano unariduzione degli addetti nel 2012 del 3,7% (le grandi, invece,incrementano per un 4,3%) e del portafoglio ordini, inriduzione del 13,6 %, bilanciato dagli incrementi,soprattutto e sempre all’estero, delle societa’ oltre i 50addetti.

Le stime della produzione per il 2013 sono, se vogliamo,anche migliori: si prevede di raggiungere quota 2.578 milionidi euro con un incremento sul 2012 pari a circa il 10,7%. Sitratta di un lento recupero verso i lontani valori delpassato, anch’esso guidato dalle imprese di maggioridimensioni e legato al mercato estero (soprattutto MedioOriente che rappresentera’ il 41% del totale della produzioneprevista all’estero), che in previsione viene dato increscita del 38,2%.

Preoccupa nel 2013 il dato sull’occupazione: il numero diaddetti diminuira’ a 15.428 unita’ registrando unacontrazione del 10,5% rispetto al dato del 2012. Il valorecolpisce soprattutto le piccole societa’, piu’ esposte con lacommittenza pubblica italiana, che continua ad essere inforte crisi e con previsioni per il 2013 ancora in calo (coni nuovi contratti che diminuiranno da 717 milioni a 647milioni di euro), Per il 2013 va inoltre notato il pococonfortante dato dei nuovi contratti che gli associati OICEprevedono di acquisire, con una diminuzione, anche all’estero(per un -3,3%), segno che la concorrenza si sta facendosempre piu’ dura e che occorrera’ certamente un maggioreimpegno e supporto per aumentare la propensione ad”aggredire” il mercati esteri da parte delle nostresocieta’. Per Luigi Iperti, presidente OICE, le prospettive per il2013, soprattutto in termini di nuovi contratti devonoindurre il Governo ad intervenire rapidamente: ”Occorre, sulmercato domestico, ridurre l’in house engineering, rivederegli incentivi per i tecnici della Pubblica Amministrazione,limitare l’appalto integrato e attivare tutele per iprogettisti nei rapporti contrattuali con le imprese e con lestazioni appaltanti. Ma tutto cio’ non sara’ sufficiente se,sul mercato estero, non verranno messi in campo ulterioristrumenti di effettivo supporto per le imprese che voglionointraprendere avventure oltre confine, cosi’ come hanno adisposizione i concorrenti europei, visto che e’prevalentemente grazie ai risultati sui mercati esteri che lesocieta’ di ingegneria sono riuscite a ridurre gli effettinegativi della crisi. Occorre pero’ evitare che prima ancoradi andare all’estero le nostre imprese siano penalizzate danorme assurde come quella che impone di pagare il contributodel 4% a Inarcassa anche sul fatturato estero, rendendoimmediatamente non competitive le nostre aziende”. Il sottosegretario alle infrastrutture, Rocco Girlanda, haaffermato l’intenzione del Governo, ”fin dal decreto-leggedel fare, di mettere in condizione il settore di avviare unapositiva ripartenza, sia con i 2 miliardi di finanziamentiper le infrastrutture, sia con il programma di interventi dei6000 campanili, perche’ alla fine si uscira’ dalla crisi eoccorrera’ arrivare a questo momento con un sistemainfrastrutturale all’avanguardia: Per fare cio’ dobbiamopero’ valorizzare quella che e’ l’intelligenza del settore equindi l’ingegneria, facendo bene le cose fin dallaprogettazione, con costi preventivati delle opere che sianorealizzate in tempi certi”.

red/glr

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su