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Mercoledì 3 luglio 2013 - 17:16

Federalimentare: nasce tavolo per sostenere made in Italy alimentare

(ASCA) – Roma, 3 lug – Nasce oggi un tavolo tra industriaalimentare e Istituzioni per promuovere e sostenere l’exportdel food and drink italiano. Che, allo stesso tempo, dettal’agenda della sua competitivita’ nei prossimi anni:individuazione e presidio dei nuovi e piu’ strategicimercati, lotta a contraffazione e Italian sounding,superamento delle barriere tariffarie e non tariffarie per inostri prodotti. Una delegazione di Federalimentare, composta dalPresidente Filippo Ferrua Magliani, dai Vice-PresidentiAnnibale Pancrazio e Luigi Scordamaglia, dal DirettoreDaniele Rossi, e dai rappresentanti delle associazioniaderenti si e’ infatti incontrata oggi al Ministero degliAffari Esteri alla presenza del Segretario Generale MicheleValensise e del Direttore Generale per la Promozione delSistema Paese Andrea Meloni, con i rappresentanti deiministeri di riferimento (Ministero degli Affari Esteri,Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero della Salute,Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali) edell’Agenzia ICE per avviare un percorso coordinato di”diplomazia economica” in favore del made in Italyalimentare. Cosi’ Filippo Ferrua Magliani, Presidente diFederalimentare: ”L’istituzione di un tavolo perl’internazionalizzazione mette nuovamente l’industriaalimentare al centro del Sistema Paese: il suo obiettivo e’difendere e promuovere i nostri marchi ed il Made in Italyalimentare nel mondo, in primis favorendo gli accordi perridurre veri e propri ostacoli protezionistici come lebarriere non tariffarie, spesso strumentalmente a caratteresanitario; ma anche attraverso lo sviluppo degli investimentipromozionali all’estero – per i quali sarebbe auspicabile ladeducibilita’ – per combattere contraffazione e italiansounding”. Un’iniziativa che – prosegue -, ”in un momento dipersistente stagnazione dei consumi interni, ci fa guardarecon rinnovato ottimismo alle potenzialita’ di sviluppo delsecondo settore manifatturiero italiano che ha iniziatol’anno con un +8,6%”.

”Tra le proposte che abbiamo portato sul ”tavolointernazionalizzazione” – continua Luigi Scordamaglia,Delegato di Federalimentare all’internazionalizzazione eMembro del CdA ICE – ”desideriamo sottolineare la necessita’di eliminare ogni pretesto per le barriere non tariffarieanche attraverso un maggiore coordinamento delleAmministrazioni italiane coinvolte; e’ inoltre fondamentaleconcludere accordi di libero scambio (ridurre/eliminare idazi), rafforzando il ruolo dell’Italia nei negoziatibilaterali; reputiamo strategica la creazione di una cabinadi regia tecnica per l’export finalizzata anche ad evitare ladispersione di risorse oggi esistente; cosi’ come lastrutturazione di linee di credito adeguate per le impreseche esportano e la qualificazione della nostra presenzaall’estero: dai desk anticontraffazione all’Addettoagroalimentare. Ma dobbiamo soprattutto facilitare lacreazione di piattaforme distributive con sinergie tra GrandiImprese e PMI, unica soluzione per assicurare sui mercatiemergenti la distribuzione delle nostre eccellenzealimentari”.

L’industria alimentare italiana, 6250 aziende con piu’ di9 addetti e un fatturato di 130 miliardi di Euro, costituisceil 2* settore manifatturiero italiano. Con i consumi interniin recessione, l’export rappresenta la piu’ importantevalvola di sfogo e di redditivita’ per il food and drink: nel2012 ha raggiunto quasi 25 miliardi di euro, con un’incidenzasul fatturato totale dell’industria alimentare (130 miliardidi euro) del 19%. E’ la percentuale piu’ alta di sempre,anche se ancora inferiore a quella di Germania, Francia eSpagna, che oscillano tra il 22% e il 29%. E nel primo quadrimestre del 2013 l’export alimentare e’cresciuto gia’ piu’ dell’8%.

Nel dettaglio, esportiamo soprattutto prodotti vini, mostie aceto (21% del totale), dolci e confetterie (13%), conservee composte di frutta e ortaggi (12%), latticini e formaggi(9%), pasta (8%), oli e grassi (7%), carni preparate (5%) ecaffe’ (4%). red/glr

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