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Mercoledì 3 luglio 2013 - 12:28

Consumi: Ismea, famiglie tagliano spese alimentari (-3,4% primi 4 mesi)

(ASCA) – Roma, 3 lug – Le famiglie italiane tagliano anchesulla spesa alimentare. Lo certifica l’Istat, che nei primiquattro mesi del 2013 rileva un calo delle vendite aldettaglio nel Food & Beverage del 2,1% su base tendenziale, elo confermano i dati Ismea Gfk-Eurisko sui consumi dellefamiglie italiane che, nello stesso periodo, indicano unacontrazione degli acquisti alimentari dell’1,2% in quantita’e del 3,4% a valore.

La significativa riduzione della spesa in alimenti ebevande – sottolinea l’Ismea -, riflette la maggioreincidenza degli acquisti in promozione e il crescenteorientamento dei consumatori verso prodotti di fascia piu’economica e/o format distributivi, come i discount, chemeglio si adattano ai piu’ stringenti vincoli di bilancioimposti dalla recessione. A fare i conti con la crisi sono soprattutto gli alimentifreschi, maggiormente deperibili e meno favoriti sui prezzi.

Cedono in particolare gli acquisti di frutta (-4% lequantita’ -5% la spesa), carne bovina (-5% nei volumi e -4%nei corrispettivi monetari), latte (-4%, -7%) e pesce fresco(-5%, -16,5%). Prodotti che nei primi 4 mesi di quest’annosono usciti dal carrello per il 5% degli acquirenti.

L’austerity ha spinto gli italiani a rimodulare il panierealimentare, favorendo l’acquisto di prodotti conservati equindi meno soggetti a sprechi, di surrogati piu’ a buonmercato e di alimenti che grazie alla pressione competitivagarantiscono prezzi piu’ convenienti. Ed e’ cosi’ che ladieta si arricchisce di uova (+2% in volume sempre nei primi4 mesi dell’anno, +7% in termini monetari), ma anche di latteUht (+5% in volume,- 3% in valore), a scapito di quellofresco, e di carni avicole – soprattutto elaborate ( +3%,+5%) – e suine (+3%, +13%), preferite alle piu’ care fettinedi manzo e vitello.

Gli acquisti di pasta tengono in quantita’, ma subisconoun crollo del 9,5% della spesa, per effetto sia del boom deidiscount, dove gli acquisti di pasta crescono del 9%, sia delfrequente ricorso alla leva promozionale nell’agguerritacompetizione tra marche industriali e private label.

L’onda lunga della crisi non risparmia neanche le insalate diIV gamma che dopo anni di crescita a ritmi sostenutiinvertono bruscamente la tendenza registrando flessioni duecifre (-11% in quantita’, -13% in valore). Un’ulterioreconferma, sottolinea l’Ismea, di come l’esigenza delrisparmio stia condizionando gli acquisti, intaccando ancheabitudini e stili di consumo che sembravano radicati tra lefamiglie italiane.

Altra flessione degna di nota e’ quella degli oliextravergini confezionati che registrano in questa primaparte dell’anno una contrazione del 9% delle quantita’acquistate accompagnate da una riduzione ancora piu’accentuata della spesa (-12%). Al contrario, trovano piu’spazio nel carrello degli italiani i formaggi, in crescitadel 2% in volume, ma in lieve calo nel corrispettivomonetario (-0,6%). red/glr

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