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Lunedì 1 luglio 2013 - 18:11

Auto: Csp, a giugno niente di nuovo. Mercato continua a cadere

(ASCA) – Roma, 1 lug – Nulla di nuovo sul fronte dell’auto.

Il mercato continua a calare. In giugno le immatricolazionihanno fatto registrare il 39* calo mensile a partire dalmarzo 2010, cioe’ dalla fine degli ultimi incentivi allarottamazione. Lo rileva il Centro Studi Promotor precisandoche la serie nera iniziata allora si e’ interrotta infattisolo due volte (+4,2% a maggio 2011 e +4,17% ad agosto 2011)in 41 mesi. In particolare nel giugno scorso, secondo i datidiffusi oggi dal Ministero dei Trasporti, le immatricolazionisono state 122.008 con una contrazione del 5,51%. Si trattadi un calo piuttosto contenuto rispetto a quelli del passatoanche recente, soprattutto se si tiene conto che nel giugnoscorso vi e’ stato un giorno lavorato in meno rispetto agiugno 2012.

Il tasso di caduta – spiega il Csp – dunque rallenta, macio’ non toglie che il livello della domanda scivoli semprepiu’ in basso e che sia difficile prevedere quando verra’toccato il fondo. Le attese degli operatori, rilevate dalCentro Studi Promotor nel quadro della sua inchiestacongiunturale di giugno, non sono certo positive. Il 56%degli interpellati prevede nei prossimi mesi nuovi cali delladomanda, mentre in giugno sono stati bassi sia i livelli diacquisizione di ordini (86% degli interpellati) che quelli diaffluenza di visitatori nelle showrooms (88% degliinterpellati). A cio’ si aggiunge che il clima di fiduciadegli operatori del settore auto determinato dal Centro StudiPromotor in giugno ha fatto registrare un calo di tre puntisul livello gia’ molto depresso di maggio. Proiettando il risultato del primo semestre 2013 su baseannua si ottiene un volume di immatricolazioni di 1.259.582unita’, un livello particolarmente basso e compatibile con irisultati degli anni ?70, cioe’ di quarant?anni fa. Se sara’effettivamente questo il risultato delle immatricolazioni nel2013, si registrera’ un calo rispetto ai livelli ante-crisi,cioe’ rispetto al 2007, del 49,5%. Si tratterebbe di unacontrazione veramente con pochi riscontri in altri compartidell?economia reale. L’auto appare fortemente frenata dal quadro economico e dauna serie di fattori di freno specifici. Il settore siattende il rilancio soprattutto dalla ripresa dell’economia,ma la penalizzazione eccessiva della domanda giustificherebbeinterventi sui fattori specifici di freno degli acquisti chesono il caro-carburanti, il caro-assicurazioni, ledifficolta’ del credito ed un livello di tassazionesull’acquisto e l’utilizzazione dell’automobile assolutamentevessatorio.

red/glr

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