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Venerdì 28 giugno 2013 - 15:57

Inflazione: Cia, crolla consumo alimentari. Meno carne e pesce in tavola

(ASCA) – Roma, 28 giu – Riparte la corsa del carrello dellaspesa, che a giugno sale all’1,7% annuo attestandosi suvalori molto piu’ alti rispetto al tasso d’inflazione(+1,2%). Colpa dei rialzi dei prezzi dei carburanti e deglialimentari freschi, che ancora pagano la lunga ondata dimaltempo che non ha dato tregua alle campagne con allagamentie frane che hanno trascinato in alto le quotazioni aldettaglio di frutta (+6,9%) e verdura (+11,2%). Lo afferma in una nota la Confederazione italianaagricoltori (Cia), in merito ai dati diffusi oggi dall’Istat,sottolineando il costante crollo dei consumi alimentari daparte delle ”famiglie in trincea”.

Ma il rincaro del paniere dei prodotti piu’ acquistati none’ un bel segnale: vuol dire che i consumatori continuano adover svuotare sempre di piu’ il portafoglio per fare ilpieno alla pompa o andare al supermercato – spiega la Cia -in un contesto economico depressivo gia’ segnato da un crollosenza precedenti dei consumi delle famiglie, scesi a quota-3,4% solo nel primo trimestre dell’anno. Lo stesso capitolo alimentare ha subito un vero e propriotracollo, nonostante rappresenti da sempre l’ultima voce adessere ”tagliata”. Le famiglie in trincea hanno ridottoqualsiasi acquisto: carne bovina (-6,5%) e pesce fresco(-4,8%), frutta (-4,5%) e ortaggi (-2,2%). Ma anche pasta(-1,6%) e latte (-3,6%), ovvero quegli alimenti ”base” diuso quotidiano che non mancano mai nella ”dieta” degliitaliani. ”Tagli” alle quantita’ che – continua la Cia -riflettono una riorganizzazione totale della spesa alimentareda parte de consumatori, costretti dalla crisi a rivederescelte e abitudini al supermercato. Oggi, infatti, il65%delle famiglie compara i prezzi con molta piu’ attenzione;il 53% gira piu’ di un negozio alla costante ricerca disconti, promozioni e offerte speciali; il 42% privilegia legrandi confezioni o ”formati convenienza”; il 32% abbandonai grandi brand per marche sconosciute e prodotti di primoprezzo; il 24% ricomincia a fare cucina di recupero con gliavanzi della cucina. In piu’ – conclude la Cia – oltre il 16% delle famiglierinuncia del tutto a pranzi e cene fuori dalla muradomestiche (ristoranti, trattorie, tavole calde, fast-food,pizzerie).

com-stt

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