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Giovedì 27 giugno 2013 - 08:33

Banche: Ecofin trova accordo su meccanismo risoluzione crisi

(ASCA) – Bruxelles, 27 giu – Raggiunto l’accordo sul progetto di meccanismo di risoluzione delle crisi bancarie. I ministri dell’Economia e delle Finanze dei paesi Ue riuniti a Bruxelles per una sessione straordinaria dell’Ecofin hanno trovato un compromesso nella notte, permettendo di portare il testo all’esame del vertice dei capi di Stato e di Governo in programma oggi e domani. La questione dell’unione bancaria e’ infatti insieme alle misure contro la disoccupazione il grande tema del vertice del Consiglio europeo, ma fino a questa notte mancava ancora un testo su cui discutere. Il punto centrale dell’accordo prevede che in caso di fallimento di una banca non pagheranno gli Stati. Qualora non sia possibile salvare un istituto creditizio, a partecipare al fallimento (il cosideeto ”bail-in”) saranno in prima battuta gli azionisti, poi gli obbligazionisti meno assicurati, e infine i depositi, fatti salvi quelli sotto i 100mila euro. In base all’accordo ”sono esclusi in modo permanente dal bail-in” (e quindi non pagano per il fallimento delle banche) i depositi garantiti, le obbligazioni garantite, pensioni e salari dei dipendenti dell’istituto in fase fallimentare. Le autorita’ nazionali di risoluzione ”avranno il potere di escludere o escludere parzialmente” altri tipi di soggetti dal fallimento ordinato delle banche. L’accordo sottoscritto dai ministri dei Ventisette prevede la creazione di fondi-cuscinetto: gli Stati membri, come regola generale, dovranno istituire fondi di risoluzione che assicurino che gli strumenti di intervento funzionino in caso di una crisi di liquidita’ bancaria. Per questo si chiede di istituire tale fondo ”ex-ante”, vale a dire prima che si verifichi una situazione di criticita’. I fondi nazionali dovranno raggiungere, entro 10 anni, un livello pari ad ”almeno lo 0,8% dei depositi garantiti di tutte le istituzioni creditizie autorizzate nel paese”. I fondi nazionali serviranno per fornire ”sostegno provvisorio sotto forma di prestiti, garanzie, acquisti di asset”. Per rispondere alle esigenze dei paesi che non adottano l’Euro – che in quanto tali non potranno avvalersi del fondo salva-stati Esm – il consiglio Ecofin ha concesso flessibilita’ alle Autorita’ di risoluzione nazionali: queste, nel rispetto di ”criteri severi” e comunque ”solo in casi eccezionali”, potranno escludere dal fallimento ordinato determinati soggetti e usare il fondo di risoluzione per assorbire le perdite o ricapitalizzare le banche. Ad ogni modo il contributo del fondo di risoluzione non potra’ eccedere il 5% dei passivi totali della banche. Prevista una clausola di revisione per il 2016, che permettera’ alla Commissione europea di introdurre requisiti minimi armonizzati sulla base delle raccomandazioni che nel frattempo saranno predisposte dall’Autorita’ bancaria europea (Eba). ”Si tratta di un buon compromesso nella direzione dell’Unione bancaria”, ha commentato il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni al termine della trattativa. L’accordo di questa notte ”contribuisce a spezzare il circolo vizioso tra rischio sovrano e rischio bancario”. Con questo compromesso, continua il titolare del Tesoro, ”abbiamo costruito un sistema di tutela dei risparmiatori che combina un quadro armonizzato con la flessibilita’ necessaria a tener conto delle specificita’ nazionali”. bne/sam/

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