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Sabato 22 giugno 2013 - 13:50

Edilizia: Confartigianato, persi 122.000 posti di lavoro nel 2012

(ASCA) – Roma, 22 giu – Nell’ultimo anno il settore dellecostruzioni ha perso 122.000 addetti per un calo del 6,7%nell’ultimo anno. Il saldo e’ negativo anche per le imprese:il 2012 si e’ chiuso con la perdita di 61.844 aziende, pariad una diminuzione dell’1,88%. Non e’ andata meglio per leimprese artigiane, che rappresentano la fetta piu’consistente delle costruzioni: 571.336 aziende, vale a direil 63,9% del totale. Nel 2012 hanno chiuso 54.832 costruttoriartigiani, con un calo dell’1,96%. E’ il quadro presentatooggi all’Assemblea di Anaepa Confartigianato, l’Associazionedei costruttori aderenti alla Confederazione, che ha rielettoArnaldo Redaelli alla presidenza per i prossimi 4 anni.

E proprio il Presidente Redaelli ha sottolineato lagravita’ della situazione del settore delle costruzioni ”che- ha detto – negli ultimi 6 anni si e’ avvitato in unaspirale negativa entrando, come il resto dell’economia, nellapiu’ dura recessione mai vista dal dopoguerra. Dal 2008 gliinvestimenti sono diminuiti del 40%, portando l’attivita’produttiva ai livelli di 40 anni fa. Dall’inizio della crisile costruzioni hanno perso circa 360mila posti di lavoro, cheraggiungono i 550.000 considerando anche i settoricollegati”. ”La situazione – ha messo in guardia Redaelli – rischiadi peggiorare ulteriormente se non si metteranno subito incampo azioni dirette ad arrestare il declino. Il tempo e’scaduto: il comparto da solo non puo’ piu’ resistere. Servonointerventi urgenti da attuare subito, nell’ambito di unanuova politica economica che rimetta in moto il settore dellecostruzioni”.

Per le imprese delle costruzioni, il presidente di AnaepaConfartigianato ha indicato alcuni interventi irrinunciabili:allentamento delle regole del patto di stabilita’ perrimettere in moto gli investimenti e per pagare rapidamente idebiti accumulati dagli Enti pubblici nei confronti delleimprese, varo di un piano per il recupero e lariqualificazione del patrimonio edilizio pubblico e privato,credito piu’ accessibile per le imprese, riduzione del cuneofiscale sul costo del lavoro”.

In particolare, Redaelli ha insistito sulla necessita’ direndere strutturali le detrazioni fiscali per gli interventidi ristrutturazione e riqualificazione energetica inedilizia. L’efficacia di queste misure, che il Governo haprorogato a fine anno con il provvedimento sull’ecobonus e leristrutturazioni in edilizia, e’ dimostrato dall’aumento del5,5% della produzione delle costruzioni tra marzo e aprile2013, da attribuirsi soprattutto all’accelerazione diinterventi di riqualificazione avviati dalle famiglieitaliane in prossimita’ della scadenza delle agevolazionioriginariamente prevista per il 30 giugno, cioe’ prima dellaproroga.

Secondo Redaelli, quindi, ”visto che il 60% delpatrimonio immobiliare nazionale risale a prima degli anni’70 e il sostanziale blocco delle nuove costruzioni, si devepuntare sulla manutenzione e vanno resi permanenti gliincentivi per favorire la riqualificazione di edifici, case equartieri. Cosi’ come occorre definire un piano straordinarioe programmi integrati per il recupero, il riuso e lavalorizzazione del patrimonio pubblico, la tutela dei beniartistici, culturali e naturali. Il nuovo modello su cuipuntare e’ il passaggio dal costruire al ”costruito’, cheprevilegi interventi sull’esistente, evitando il consumo delterritorio”.

rba/sam/bra

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