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Mercoledì 19 giugno 2013 - 19:31

Ue: Eurogruppo ed Ecofin al nuovo test su unione bancaria (punto)

(ASCA) – Roma, 19 giu – Inizia giovedi’ la due giorni deiministri delle finanze europei chiamati a mettere una pietraimportante per la costruzione dell’unione bancaria. Questo ilmenu dei 17 membri dell’Eurogruppo, riuniti domani, e dei 27membri dell’Unione europea, riuniti venerdi’.

L’Eurogruppo affrontera’ il tema della ricapitalizzazionediretta delle banche attraverso il fondo permanente europeosalva stati (Esm). Un argomento che interessa solo i membridell’Eurozona dove l’obiettivo della ricapitalizzazionediretta attraverso l’Esm viene disegnato per rompere ilcircolo vizioso tra rischio bancario e rischio sovrano.

Nelle bozze fin qui circolate, l’intervento dell’Esm,stimato complessivamente fino a un massimo di 50-70 miliardi,e’ previsto su esplicita richiesta di uno degli Stati membridell’Esm nel caso il paese si trovi nella impossibilita’ disostenere la ricapitalizzazione di una banca del propriopaese a causa dell’ impattare negativo sui conti pubblici.

Inoltre la richiesta deve essere funzionale a salvaguardarela stabilita’ dell’Eurozona. La banca interessata allaricapitalizzazione deve presentare coefficienti patrimonialiinferiori a quelli stabiliti dalla Bce, non essere in gradodi attrarre sufficienti capitali privati ed avere rilevanzasistemica. L’Esm avra’ ovviamente ruolo nella governancedella banca beneficiaria degli aiuti in qualita’ di suo nuovoazionista.

Nel processo di ricapitalizzazione l’intervento di fondiprivati rappresenta dunque la prima soluzione da esplorare,quindi in capo agli azionisti delle banca ed ai suoicreditori che potrebbero convertire in azioni i creditivantati. In aggiunta al contributo dei privati, se la bancabeneficiaria si trova con un patrimonio di primo livello(Common Equity Tier 1, definizione di Basilea 3 e Crd IV/Crr)inferiore al 4,5%, sara’ richiesto allo Stato membro dell’Esmdi fornire fondi per arrivare al 4,5% prima che l’Esm entrinel capitale della banca. Nel caso in cui la banca abbia gia’un Common Equity Tier 1 al 4,5%, allo Stato membro sara’richiesto un contributo equivalente al 10-20% dellaricapitalizzazione pubblica complessiva. Viene lasciato uno spazio di flessibilita’ nel caso incui lo Stato membro dell’Esm non sia in grado, per lecondizioni dei propri conti pubblici, di contribuire nellamisura richiesta. La ricapitalizzazione diretta e’ soggetta arevisioni ogni due anni. L’Esm in quanto azionista dellabanca beneficiaria avra’ un ruolo nella sua governance.

Il menu dell’Ecofin prevede, tra i 27 ministri finanziaridell’Unione, la discussione di un’altra pietra miliaredell’Unione bancaria: la definizione di regole comuni perrafforzare o liquidare in maniera ordinata le banche indifficolta’ senza ricorrere a fondi pubblici. Su questo punto c’e’ gia’ un accordo su chi,eventualmente, mettera’ mano al portafoglio. In primis gliazionisti, poi i creditori non privilegiati, i portatori diobbligazioni ”senior’ e, in ultima istanza, i depositanticon giacenze superiori ai 100 mila euro. Restano inveceintoccabili i depositi inferiori a questa cifra, Ciprodocet.

Ma non mancano divergenze in seno all’Unione sullatassativita’ di questa procedura. Parigi e Londra chiedonomargini di flessibilita’ a seconda dei casi. Berlino e’contraria ad applicazioni discrezionali della procedura.

La questione non e’ di lana caprina, in quantol’esclusione di alcuni soggetti determina immediatamente dispostare il carico di salvataggi e liquidazioni in capo adaltri attori, con molta probabilita’ gli Stati nazionali. Leregole su ricapitalizzazioni e liquidazioni di banche nondovrebbero entrare in vigore prima del 2018.

men/sam/bra

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