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Mercoledì 19 giugno 2013 - 12:12

Confesercenti: in 6 anni persi 1,6 mln di posti di lavoro

(ASCA) – Roma, 19 giu – In sei anni i posti di lavoro persipotrebbero arrivare a quota 1,6 milioni se la situazioneeconomica in Italia restera’ immutata nel 2013. La flessione,stimata dal 2008 al 2013, potrebbe coinvolgere nella stessamisura il lavoro dipendente e quello indipendente. Lo stimauno studio di Confesercenti, presentato oggi in occasionedell’assemblea elettiva dell’associazione.

”Senza adeguati finanziamenti alle piccole e medieimprese – ha avvertito il presidente, Marco Venturi – sifermano gli investimenti e l’occupazione, aprendo la portaall’usura, che ha gia’ prodotto enormi danni”. Per quanto riguarda la pressione fiscale su famiglie eimprese, inoltre, il perdurare della crisi rischia inoltre diportarla fino a un picco del 44,4%. Ad aumentare – rilevaConfesercenti – sarebbe soprattutto il prelievo sui soggettiIrpef, da una parte per effetto degli aumenti di addizionaledeliberati da Regioni e Comuni, dall’altro attraverso ilfiscal drag con un maggior prelievo di ben 416 euro perfamiglia.

Secondo l’associazione, anche il potere d’acquisto dellefamiglie, quest’anno, crollera’ di ben altri 4.000 euro,mentre il reddito complessivo che aveva registrato unacontrazione di 94 miliardi nel 2008-2012 aumentera’ fino a 98mld. L’organizzazione stima nella fattispecie una perdita di 60mld che si somma agli 85 mld svaniti tra il 2008 e il 2012.

Complessivamente, i ”consumi persi” ammontano a 145miliardi negli ultimi sei anni, causati dalla contrazionedella spesa, da parte delle famiglie, pari a quasi 6.000 europer ogni nucleo. Un taglio legato alla riduzione del reddito,che e’ sceso di 9.700 euro per ogni nucleo. ”Non chiedeteci piu’ tasse per finanziare un sistemacaratterizzato da grandi sprechi e spesso anche dallacorruzione, perche’ i piccoli e i medi imprenditori non ce lafanno piu”’, ha lamentato, nel corso del suo intervento difronte la platea di delegati, il presidente Marco Venturi. Che si e’ fatto promotore di tre richieste, formulaterivolgendosi a Palazzo Chigi: escludere dall’Imu i benistrumentali delle imprese, detassare e defiscalizzare lanuova occupazione per 3 anni e riportare l’Iva al 20%. rba/cam

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