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Venerdì 14 giugno 2013 - 12:22

Lavoro: un giovane su tre farebbe pony express o lo spazzino

(ASCA) – Roma, 14 giu – Piu’ di un giovane su tre (34%), pur di lavorare, farebbe volentieri il pony express, il 32% lo spazzino e il 31% l’operatore di call center. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti/Swg divulgata in occasione dell’incontro tra i ministri delle Finanze e del Lavoro di Francia, Germania, Italia, Spagna, sul tema del contrasto alla disoccupazione giovanile (Jobs for Youth – Building Opportunities, Opening Paths). Secondo l’indagine, oltre 4 giovani disoccupati su 10 (43%) sarebbero peraltro disposti, pur di lavorare, ad accettare un compenso di 500 euro al mese a parita’ di orario di lavoro, mentre il 39% sarebbe propenso ad un maggiore orario di lavoro a parita’ di stipendio. Le prospettive negative sul futuro fanno si’ che la situazione non cambi di molto tra gli studenti che nel 39% sono disponibili ad accettare uno stipendio ridotto a 500 euro al mese e nel 35% a lavorare piu’ a lungo a parita’ di compenso. La situazione e’ profondamente diversa – rileva l’indagine – per i giovani occupati che solo nel 7% dei casi sono disponibili ad accettare lo stipendio ribassato mentre nel 23% dei casi sono pronti a lavorare piu’ a lungo. Ma in sogno – continua la Coldiretti – si prevede un futuro diverso con il 38% dei giovani che preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (28%) o fare l’impiegato in banca (26%). La realta’ e’ purtroppo diversa e, per la prima volta dal dopoguerra, il 61 per cento dei giovani italiani pensa che in futuro la loro situazione economica sara’ peggiore di quella dei propri genitori, il 17% uguale e solo il 14% migliore, mentre il 9% non risponde. Nonostante questo – sottolinea la Coldiretti – solo il 36% non farebbe mai il lavoro dei propri genitori, il 30% lo farebbe senza entusiasmo, mentre solo per il 28% sarebbe interessante. Il 59% dei giovani studenti Italiani e’ pronto ad espatriare perche’ non vede nel futuro prospettive occupazionali in Italia. La volonta’ di lasciare il Paese – sottolinea Coldiretti – riguarda anche i giovani disoccupati (53%) e coloro che hanno gia’ un lavoro (47%) del quale evidentemente non sono soddisfatti. Si e’ rotto quel legame che ha unito intere generazioni di italiani al proprio territorio anche perche’ – continua Coldiretti – il 73% dei giovani ritiene che l’Italia non possa offrire un futuro contro il 20% che ha invece una visione positiva. Un Paese come l’Italia che deve affrontare la crisi non puo’ correre il rischio di perdere a energie e risorse fondamentali per la crescita a causa dell’emigrazione e della disoccupazione. Con una classe dirigente nazionale che ha una eta’ media di 58 anni, la prospettiva di abbandono del Paese e’ una vera priorita’ alla quale le istituzioni devono dare una risposta anche perche’ – conclude Coldiretti – l’analisi dimostra che, se inseriti in un contesto che offre spazio alla realizzazione personale, i giovani dimostrano di credere di piu’ all’Italia come dimostra il fatto che i risultati si invertono tra i giovani agricoltori che, per la maggioranza relativa (45%), pensano che l’Italia possa offrire un futuro. red/red

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