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Giovedì 13 giugno 2013 - 10:38

Unioncamere: dai giovani il 17,2% del Pil. Sempre piu’ imprese under 35

(ASCA) – Roma, 13 giu – Oltre 242 miliardi di euro pari al17,2% del totale del prodotto interno lordo, un valore cheequivale all’apporto dell’intero comparto manifatturieronazionale. E’ questo il valore aggiunto prodotto dagli oltre3,8 milioni di giovani occupati in Italia, secondo quantoemerge dallo specifico focus realizzato per la prima volta daUnioncamere e presentato oggi in occasione della 137aAssemblea dei Presidenti delle Camere di commercio italiane.

Il valore aggiunto prodotto dall’occupazione giovanile siripartisce per oltre tre quarti nel terziario, per il 22,4%nel settore industriale e per l’1,7% nell’agricoltura.

Costruzioni (22,8%), terziario nel suo complesso (17,8%), e,al suo interno, il commercio (21,2%) gli ambiti nei quali illavoro dei giovani incide di piu’ sul totale dei singolisettori. Minore, ma pur sempre rilevante, l’apporto fornitoal manifatturiero (13,3%) e all’agricoltura (14,6%).

Una parte significativa del valore aggiunto dei giovaniproviene dalle 675mila imprese di under 35, aumentate loscorso anno di oltre il 10%, pari a 70mila unita’ in piu’. E,secondo Unioncamere, ci sono altre 100mila imprese chepotrebbero nascere per iniziativa giovanile che attendonosolo l’occasione per mettersi sul mercato. All’interno dell’universo delle imprese degli under 35,particolarmente diffuse, rileva lo studio, sono quelle aconduzione femminile che rappresentano il 27,8% del totaledelle imprese guidate da giovani, mentre le imprese ”rosa”nel loro complesso incidono sul totale delle attivita’registrate alle Camere di commercio per il 23,5%. Pari acirca 188mila unita’, le imprese di giovani donne incidonoper il 12,8% sul totale delle imprese ”rosa” e risultanoparticolarmente diffuse nel Mezzogiorno (dove sono quasi81mila).

In decisa espansione anche l’imprenditoria giovanilestraniera che, con le sue 123mila imprese registrate,rappresenta il 18,2% del totale dell’imprenditoria giovanile(arrivando a superare il 30% in Toscana e a sfiorarlo inEmilia-Romagna, mentre ha incidenze a una cifra in molteregioni del Mezzogiorno) e poco piu’ di un quarto di quella”etnica” complessivamente considerata. Elevata la suadinamica di crescita anche negli ultimi due anni (+14,8% trail 2011 e il 2012, con le imprese iscritte nel 2012 che hannosuperato di 18mila unita’ quelle cancellate).

fgl/cam/bra

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