Header Top
Logo
Lunedì 26 Giugno 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Economia
  • Confcommercio: l’economia italiana continua ad arretrare (ricerca)

colonna Sinistra
Mercoledì 12 giugno 2013 - 10:30

Confcommercio: l’economia italiana continua ad arretrare (ricerca)

(ASCA) – Roma, 12 giu – L’economia italiana continua adarretrare. Il 2013 sara’ il secondo anno consecutivo diflessione del Pil; il quarto dal 2007. Le prospettive diripresa restano piu’ deboli di quelle indicate nei documentiprogrammatici. Ci allontaniamo sempre piu’ dal novero dellemaggiori economie. Nella crisi il reddito pro-capite italianosi e’ ridotto di 11 punti rispetto alla Germania, di 5 puntirispetto alla Francia, di 4 punti rispetto a Giappone e StatiUniti. Lo rileva una ricerca condotta da Confcommercio e Cerin occasione dell’assemblea annuale della confederazione delcommercio.

Dopo il 1992 si era ridimensionata la dinamica dei redditireali; dal 2007 stanno regredendo anche i redditi nominali.

Il combinato di disposto di bassa produttivita’, altapressione fiscale e inflazione superiore alla media europeaha provocato una compressione cumulata del potere d’acquistopari a 3.400 euro per ogni famiglia. Segnali virtuosi vengono tuttavia dalla finanza pubblica.

La chiusura della procedura per disavanzo eccessivo riconoscei progressi realizzati nel controllo dei saldi di bilancio.

Sono soprattutto gli andamenti della spesa a fornireindicazioni positive. Tra il 2010 e il 2013, le usciteprimarie sono diminuite in media dello 0,6% e dell’1,8% intermini reali. E’ un elemento di netta discontinuita’rispetto agli andamenti del passato. La stabilizzazione dellaspesa pubblica deve essere consolidata negli anni a venire,in quanto requisito indispensabile per allentare la morsadella pressione fiscale.

E’ peraltro importante che la discussione su comeorientare la manovra di bilancio in senso favorevole allacrescita non si esaurisca nell’identificazione di interventicaratterizzati da specificita’ settoriali o nell’utilizzo dimisure di breve periodo. Occorre piuttosto approntare unastrategia capace di sciogliere l’intreccio vizioso che avvitala cattiva congiuntura alla tendenza declinante della nostraeconomia. Cio’ che va tracciato e’ un percorso di medio-lungoperiodo, che rimetta le imprese nelle condizioni dipianificare la propria attivita’ di investimento erestituisca fiducia alle famiglie.

La prima leva di un simile programma dovrebbe essere lapromessa di una progressiva ma continua riduzione dellapressione fiscale. E’ infatti essenziale avviare una politicacapace di restituire potere d’acquisto alle famiglie, oquantomeno di non aggravarne la perdita.

red/rf/alf

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su