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Mercoledì 12 giugno 2013 - 10:30

Confcommercio: aumento Iva penalizzerebbe fasce basse (ricerca)

(ASCA) – Roma, 12 giu – La sterilizzazione dell’aumentodell’Iva costituisce una priorita’. Le ragioni a favore diuno spostamento della tassazione dalle persone alle cosehanno, infatti, chiari elementi di debolezza. L’aumentodell’Iva – rileva uno studio Confcommercio/Cer -determinerebbe pronunciati effetti regressivi. Sostituire unaminore Irpef con una maggiore Iva penalizzerebbe le famigliecomprese nel primo 50% della distribuzione del reddito, conperdite comprese fra 200 e 50 euro per nucleo familiare. Sela sterilizzazione dell’Iva fosse stata decisa gia’ in sededi legge di stabilita’, ne avrebbero tratto vantaggio lefamiglie del primo 30% della distribuzione del reddito. Perle famiglie meno abbienti e gli incapienti, il vantaggiosarebbe arrivato quasi al 2% del reddito disponibile.

Urgente – secondo la ricerca – sembra la verifica sullemodalita’ di attuazione del federalismo fiscale. Non vi sonoevidenze delle auspicate compensazioni fra livello centrale elocale. Dal 1992 a oggi, la spesa corrente primaria delleAmministrazioni centrali e’ aumentata del 112%, quella delleAmministrazioni locali e’ cresciuta del 126%.

La dinamica delle entrate ha inseguito quella delle spese.

Le imposte riconducibili alle Amministrazioni centrali hannoregistrato, nello stesso periodo, un incremento del 106%; ilgettito dei tributi prelevati a livello locale e’ aumentatodel 290%. L’auspicata riduzione della pressione fiscale nonsembra possa prescindere da un maggiore coordinamento fra lepolitiche tributarie attuate ai diversi livelli di governo.

Una seconda leva da attivare si rivelera’ quella del mercatodel lavoro. La riforma contemplata dalla legge 92/2012 nonsembra infatti in grado di accompagnare le profonderistrutturazioni che la crisi sta imponendo al sistemaproduttivo italiano. Gia’ oggi, d’altronde, la riforma si stamostrando poco efficace, dal momento che il tentativo diaumentare la quota di lavoro indeterminato si scontra con larealta’ della recessione e con i bisogni fisiologici delleimprese.

red/rf/alf

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