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Lunedì 10 giugno 2013 - 14:28

Bankitalia: Sicilia, crisi grave nel 2012 pil -2,7%. Piu’ sofferenze

(ASCA)- Roma, 10 giu – La Sicilia lo scorso anno segna unariduzione di pil piu’ marcata che a livello nazionale, il2,7% in meno contro il 2,4% del pil nazionale. Nel corso del2012 la dinamica del pil in Italia e’ stata negativa, anche aseguito delle correzioni di finanza pubblica intervenutenello scorcio dell’anno precedente. Soltanto la domandaestera ha fornito un contributo positivo all’attivita’economica. E’ quanto si evince dall’Aggiornamentoall’Economia regionale, presentato oggi dalla Bancad’Italia.

In Sicilia la fase ciclica recessiva e’ risultata grave; inbase alle stime Prometeia il pil e’ sceso del 2,7 per cento.

I settori piu’ colpiti sono stati l’industria e l’edilizia. Nel manifatturiero e’ diminuito il fatturato e la perduranteincertezza sulle prospettive dell’economia ha causato unanuova contrazione delle spese per investimenti. La domandaestera e’ risultata favorevole, con una ripresa delleesportazioni per alcuni comparti, come il petrolifero,l’elettronico e il farmaceutico.

Il livello di attivita’ economica del settore dellecostruzioni – si legge nel ‘Rapporto’ – si e’ contratto peril settimo anno consecutivo, con cali sia per le operepubbliche sia per il comparto delle costruzioniresidenziali.

Nel mercato immobiliare il numero di compravendite haregistrato un significativo arretramento; i prezzi sonodiminuiti anche in termini nominali.

Nel settore dei servizi, il commercio ha risentito dellaperdurante debolezza dei consumi interni, legata allariduzione del reddito reale disponibile delle famiglie. Iflussi turistici, seppure in rallentamento, hanno continuatoa crescere: il calo dei pernottamenti di turisti italiani e’stato compensato dalla crescita delle presenze di stranieri edella spesa a essi associata.

Nel mercato del lavoro l’occupazione e’ diminuita per ilsesto anno consecutivo. L’aumento del numero di persone incerca di lavoro ha spinto in alto il tasso di disoccupazione,in misura piu’ marcata tra i piu’ giovani. Nel 2012 i prestiti bancari, che erano gia’ in rallentamento,sono diminuiti. Le richieste di finanziamenti hanno risentitodel calo degli investimenti delle imprese e della debolezzadella spesa da parte delle famiglie.

Le condizioni di offerta del credito sono rimaste ancora teseanche per effetto del deterioramento della qualita’ deiprestiti. La crisi economica ha continuato a ripercuotersisull’andamento dei crediti in sofferenza, in aumento sia perle imprese sia, in misura meno accentuata, per le famiglie.

Gli indicatori prospettici prefigurano un ulteriorepeggioramento nei prossimi mesi.

Un’analisi condotta sulle imprese della filiera immobiliaremostra che gli effetti della recessione sul credito sonostati particolarmente severi. Dall’insorgere della crisi ladinamica dei prestiti nei confronti di queste imprese e’stata piu’ debole di quella media del settore produttivo e laqualita’ del credito e’ notevolmente peggiorata: alla finedel 2012 circa la meta’ dei finanziamenti presentavanoanomalie nei rimborsi. Sul fronte del risparmio, e’ aumentatala raccolta bancaria presso le famiglie; potrebbe avereinfluito una maggiore propensione al risparmio precauzionalee l’offerta di remunerazioni piu’ elevate sui depositi condurata prestabilita e sulle emissioni obbligazionarie.

com-ram

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