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Sabato 1 giugno 2013 - 12:39

Fisco: Cgia, 40 anni di aumenti Iva. Italia la peggiore in Ue

(ASCA) – Roma, 1 giu – L’Iva compie 40 anni e con l’ultimoaumento le entrate sono diminuite di 3,5 miliardi. Lodenuncia la Cgia di Mestre, sottolineando come in Italia lacrescita Iva sia la piu’ elevata tra tutti i principali Paesidell’euro. L’associazione dice no a un ulteriore aumentoprevisto per luglio e avverte: i consumi pro capite sonotornati ai livelli del 1998.

L’Iva e’ stata introdotta nel nostro ordinamento fiscale40 anni fa: in questo periodo di tempo l’aliquota ordinariae’ variata ben 8 volte raggiungendo il valore massimo del21%, quello attualmente in vigore. E tra un mese, moltoprobabilmente, subira’ un ulteriore incremento di un altropunto percentuale. L’ultimo ritocco e’ avvenuto nel 2011:nonostante l’aliquota ordinaria sia salita dal 20 al 21%, ilgettito Iva, tra la meta’ di settembre del 2011 ed ildicembre del 2012, e’ diminuito di 3,5 miliardi di euro.

Certo, scrive la Cgia, la situazione economica generale hacondizionato moltissimo questo esito, tuttavia anchel’incremento dell’aliquota ha sicuramente contribuito apenalizzare le entrate. ”Questo risultato ci deve servire da monito. Dall’iniziodella crisi alla fine del 2012 il Pil nazionale e’ diminuitodi 7 punti percentuali e la spesa delle famiglie di 5. Questacaduta di 5 punti corrisponde, in termini assoluti, ad unadiminuzione media della spesa pari a circa 3.700 euro afamiglia. Se non scongiuriamo l’aumento dell’Iva previsto traun mese – dichiata il segretario, Giuseppe Bortolussi -corriamo il pericolo di penalizzare ulteriormente la domandapeggiorando la situazione economica delle famiglie e quelladelle piccole imprese e dei lavoratori autonomi che vivonoquasi esclusivamente di consumi interni. La drammaticita’della situazione dei nostri consumi e’ stata evidenziataanche dalla Banca d’Italia. Nella Relazione annualepresentata venerdi’ scorso, l’Istituto di via Nazionalesegnala che in termini pro capite la spesa e’ tornata aivalori del 1998: ovvero quella di 14 anni fa”.

L’approfondimento della Cgia di Mestre e’ proseguitoanalizzando l’andamento tenuto in questi 40 annidall’aliquota ordinaria dell’Iva nei principali Paesi cheattualmente costituiscono l’area dell’euro. Ebbene, dal 1973al gennaio di quest’anno, l’incremento piu’ importante si e’registrato proprio in Italia. Se nel 1973 l’aliquota era al12% ora si attesta al 21%, con un aumento di ben 9 punti. Seguono la Germania, con una variazione di + 8 punti (eraall’11%, adesso si attesta al 19%), l’Olanda, con un aumentodi 5 punti (16% nel 1973, 21% nel 2013), l’Austria e ilBelgio, con degli aumenti registrati nel periodo preso inesame rispettivamente del +4 e del +3. La Francia e’ l’unicoPaese preso in considerazione da questa analisi che ha vistodiminuire il peso dell’aliquota di questa imposta. Se nel1973 era al 20%, ora si attesta al 19,6% (-0,4).

”Se e’ vero che in questi 40 anni – conclude Bortolussi -abbiamo registrato l’incremento d’aliquota piu’significativo, e’ altresi’ vero che nel 1973 quella applicatain Italia era, ad esclusione della Germania, la piu’contenuta. Tuttavia, se l’aumento previsto dal prossimo mesedi luglio non verra’ scongiurato, i consumatori italiani sitroveranno a subire l’aliquota Iva ordinaria piu’ elevata tratutti i principali paesi dell’area dell’euro”.

com-rba/sam/ss

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