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Mercoledì 29 maggio 2013 - 16:02

Crisi: Ue chiude 5 procedure deficit su 20 e ne apre una nuova (SCHEDA)

(ASCA) – Roma, 29 mag – La Commissione europea haraccomandato oggi al Consiglio di chiudere la procedura per idisavanzi eccessivi per cinque paesi: Italia, Lettonia,Ungheria, Lituania e Romania, raccomandando, tra l’altro, diavviare anche una procedura per i disavanzi nei confronti diMalta. I Ventisette hanno inoltre adottato raccomandazioni voltea prorogare i termini per la correzione del disavanzoeccessivo in altri sei Paesi: Spagna, Francia, Paesi Bassi,Polonia, Portogallo e Slovenia, sollecitando nuovamente ilConsiglio ad intimare al Belgio all’adozione di provvedimentiper correggere il proprio disavanzo eccessivo.

– STATI MEMBRI SOGGETTI A PROCEDURA DISAVANZO. Attualmentee’ in corso una procedura per i disavanzi eccessivi neiconfronti di 20 Stati membri dell’Ue, cioe’ tutti menoBulgaria, Germania, Estonia, Lussemburgo, Malta, Finlandia eSvezia. Considerando tuttavia le decisioni prese oggidall’esecutivo comunitario il numero di Paesi soggetti aprocedura per i disavanzi eccessivi potrebbe scendere prestoa 16. – CONDIZIONI PER ABROGARE PROCEDURA DISAVANZO. Ladecisione di abrogare la procedura per i disavanzi eccessivie’ subordinata a una ”correzione duratura” del disavanzo.

Questa condizione e’ ritenuta soddisfatta se: i datinotificati per l’anno precedente (in questo caso il 2012)indicano un disavanzo inferiore al 3% del Pil, oppure se leprevisioni di primavera dei servizi della Commissioneindicano che nel periodo oggetto di previsione (attualmenteil 2013 e il 2014) il disavanzo non superera’ il valore diriferimento del 3% del Pil.

Nei casi in cui il disavanzo rimane vicino al valore diriferimento e il livello del debito rimane al di sotto del60% del Pil, la Commissione tiene conto anche del costo nettodell’attuazione delle riforme delle pensioni che comportinola costituzione di un secondo pilastro obbligatoriofinanziato a capitalizzazione. La Commissione valuta inparticolare se il superamento della soglia del 3% siatotalmente riconducibile al costo netto dell’attuazione dellariforma delle pensioni. Ecco il quadro dei cinque Paesi per cui la Commissione haraccomandato al Consiglio l’abrogazione della procedura per idisavanzi eccessivi. – ITALIA. La procedura per i disavanzi eccessivi neiconfronti dell’Italia e’ stata avviata nel 2009. Dopo unpicco del 5,5% del Pil nel 2009, il disavanzo pubblicodell’Italia e’ stato progressivamente ridotto fino adarrivare al 3,0% del Pil nel 2012, cioe’ entro il terminefissato dal Consiglio. Secondo il programma di stabilita’2013-2017, adottato dal governo italiano il 10 aprile 2013 eapprovato dal Parlamento italiano il 7 maggio, quest’anno ildisavanzo registrera’ una leggera diminuzione al 2,9% delPil, per poi scendere all’1,8% del Pil nel 2014.

Nell’ipotesi di politiche invariate, le previsioni diprimavera 2013 dei servizi della Commissione indicano undisavanzo del 2,9% del Pil nel 2013 e del 2,5% del Pil nel2014, ossia inferiore al valore di riferimento indicato nelTrattato (3% del Pil).

– LETTONIA. La procedura per i disavanzi eccessivi neiconfronti della Lettonia e’ stata avviata nel 2009. Dopo ilivelli elevati registrati nel 2009 e nel 2010(rispettivamente 9,8% e 8,1% del Pil), che riflettevano inparte le misure adottate per stabilizzare il settorefinanziario, il disavanzo pubblico ha iniziato a diminuirerapidamente nel 2011, anno in cui e’ arrivato al 3,6% delPil, e nel 2012 e’ sceso all’1,2% del Pil, ossia ben al disotto del valore di riferimento indicato nel trattato (3% delPil). Secondo le previsioni di primavera 2013 dei servizi dellaCommissione, il disavanzo pubblico rimarra’ sostanzialmenteinvariato nel 2013 (1,2% del Pil) e nel 2014 scendera’ allo0,9% del Pil nell’ipotesi di politiche invariate, rimanendoquindi a un livello nettamente inferiore al valore diriferimento del 3% del Pil.

– LITUANIA. La procedura per i disavanzi eccessivi neiconfronti della Lituania e’ stata avviata nel 2009. Dopo averraggiunto un picco del 9,4% del Pil nel 2009, il disavanzopubblico della Lituania e’ stato riportato al 7,2% del Pilnel 2010, al 5,5% del Pil nel 2011 e al 3,2% del Pil nel2012. Poiche’ un disavanzo del 3,2% del Pil puo’ essereconsiderato vicino al valore di riferimento del 3% del Pil eil rapporto debito pubblico/Pil della Lituania e’costantemente inferiore al valore di riferimento del 60% delPil, la Lituania puo’ beneficiare delle disposizioni delpatto di stabilita’ e crescita che consentono di tener contodei costi diretti netti di una riforma pensionisticasistemica nel valutare la correzione del disavanzoeccessivo.

Nel 2012 i costi netti della riforma pensionisticasistemica della Lituania sono stati pari allo 0,2% del Pil,il che spiega perche’ sia stato superato il valore diriferimento del 3% del Pil. Secondo le previsioni diprimavera 2013 dei servizi della Commissione, il disavanzopubblico scendera’ al 2,9% del Pil nel 2013 e al 2,4% del Pilnel 2014 (a politiche invariate). Questo significa che nelperiodo oggetto di previsione il disavanzo rimarra’ al disotto del valore di riferimento del 3% del Pil.

– UNGHERIA. La procedura per i disavanzi eccessivi neiconfronti dell’Ungheria e’ stata avviata nel 2004. Unnotevole sforzo di bilancio ha permesso di riportare ildisavanzo pubblico all’1,9% del Pil nel 2012, anche grazie aentrate una tantum pari a 3/4% del Pil. Stando al programmadi convergenza dell’Ungheria per il 2013, il disavanzopubblico si attestera’ al 2,7% del Pil sia nel 2013 che nel2014. Secondo le previsioni di primavera 2013 dei servizi dellaCommissione, il disavanzo sara’ invece del 3,0% del Pil nel2013 e del 3,3% del Pil nel 2014, il che significa che non sie’ posto stabilmente fine al disavanzo eccessivo. Il 13maggio 2013, dopo la pubblicazione delle previsioni diprimavera, il governo ungherese ha adottato ulteriori misurecorrettive che in termini lordi corrispondonoapprossimativamente allo 0,3% nel 2013 e allo 0,7% del Pilnel 2014. La valutazione di bilancio aggiornata della Commissione,che tiene conto dell’impatto di queste misure correttivesupplementari, prevede un disavanzo del 2,7% nel 2013 e del2,9% nel 2014. Questo significa che nel periodo oggetto diprevisione il disavanzo dovrebbe rimanere al di sotto delvalore di riferimento del 3% del Pil. – ROMANIA. La procedura per i disavanzi eccessivi neiconfronti della Romania e’ stata avviata nel 2009. Larecessione piu’ grave del previsto ha determinato nel 2009una consistente riduzione del gettito fiscale, che ha fattosalire il disavanzo pubblico al 9% del Pil nonostante itentativi di ridurre la spesa pubblica. Il disavanzo e’ statopoi riportato al 6,8% del Pil nel 2010, al 5,6% del PIL nel2011 e al 2,9% del Pil nel 2012, scendendo quindi al di sottodel valore di riferimento indicato nel trattato (3% delPil).

Secondo le previsioni di primavera 2013 dei servizi dellaCommissione, a politiche invariate il disavanzo pubblicodovrebbe scendere al 2,6% del Pil nel 2013 e al 2,4% del Pilnel 2014, restando quindi al di sotto del valore diriferimento indicato nel trattato (3% del Pil). – IL CASO MALTA. Dopo l’adesione all’Ue l’isola e’ stataoggetto di due procedure per i disavanzi eccessivi. La primae’ stata avviata nel luglio 2004 e abrogata nel giugno 2007,mentre la seconda e’ stata avviata nel luglio 2009 e abrogatanel dicembre 2012. Stando ai dati comunicati dalle autorita’maltesi nell’aprile 2013, nel 2012 il disavanzo pubblico diMalta ha raggiunto il 3,3% del Pil, superando quindi ilvalore di riferimento del 3% del Pil indicato nel trattato.

Dalla relazione presentata dalla Commissione a normadell’articolo 126, paragrafo 3, che rappresenta la prima fasedella procedura per i disavanzi eccessivi, emerge che,sebbene il disavanzo fosse vicino al valore di riferimentodel 3% del Pil, il superamento del valore di riferimento nonpuo’ essere considerato ne’ eccezionale ne’ temporaneo aisensi del trattato e del patto di stabilita’ e crescita. Secondo le previsioni di primavera 2013 dei servizi dellaCommissione, il disavanzo rimarra’ al sopra del valore diriferimento sia nel 2013 che nel 2014 (rispettivamente 3,7% e3,6% del Pil). Inoltre, nel 2012 il rapporto debitopubblico/Pil ha superato il valore di riferimento del 60% delPil e Malta – spiega Bruxelles – non ha fatto progressisufficienti verso la conformita’ con il parametro diriferimento per la riduzione del debito, come richiesto nelperiodo di transizione. Secondo la raccomandazione dei Ventisette, Malta dovra’correggere il proprio disavanzo eccessivo entro il 2014.

Nello specifico, dovra’ conseguire un disavanzo nominale del3,4% del Pil nel 2013 e del 2,7% del Pil nel 2014, unobiettivo coerente con un miglioramento annuo del saldostrutturale dello 0,7% del Pil nel 2013 e dello 0,7% del Pilnel 2014. Questo percorso di aggiustamento permetterebbe diriportare il disavanzo al di sotto del valore di riferimentodel 3% del Pil entro il 2014, garantendo al tempo stesso cheil rapporto debito pubblico/Pil si avvicini a un ritmosoddisfacente al valore di riferimento del 60% del Pil.

Riguardo alle proroghe del termine per la correzione deldisavanzo eccessivo sono invece sei i paesi interessati: -SPAGNA. La Commissione ha raccomandato di prorogare di dueanni il termine per la Spagna, per consentire al paese diporre fine alla situazione di disavanzo eccessivo entro il2016. La Spagna deve migliorare il saldo di bilanciostrutturale dell’1,1% del Pil nel 2013, dello 0,8% del Pilnel 2014, dello 0,8% del Pil nel 2015 e dell’1,2% del Pil nel2016 per riportare il disavanzo pubblico nominale al di sottodel valore di riferimento del 3% entro il 2016, in base alleprevisioni di primavera 2013 dei servizi della Commissione. Icorrispondenti obiettivi in termini di disavanzo nominaledovrebbero essere: 6,5% del Pil per il 2013, 5,8% del Pil peril 2014, 4,2% del Pil per il 2015 e 2,8% del Pil per il2016.

– FRANCIA. La Commissione ha raccomandato di prorogare didue anni il termine per la Francia, per consentire al paesedi porre fine alla situazione di disavanzo eccessivo entro il2015. La Francia deve arrivare a un disavanzo nominale del3,9% del Pil nel 2013, del 3,6% nel 2014 e del 2,8% nel 2015,coerentemente con un miglioramento del saldo strutturaledell’1,3% del Pil nel 2013, dello 0,8% nel 2014 e dello 0,8%nel 2015, in base alle previsioni di primavera 2013 deiservizi della Commissione (estese al 2015). – PAESI BASSI. La Commissione ha raccomandato di prorogaredi un anno il termine per i Paesi Bassi, per consentire alpaese di porre fine alla situazione di disavanzo eccessivoentro il 2014. I Paesi Bassi devono arrivare a un disavanzonominale del 3,6% del Pil nel 2013 e del 2,8% nel 2014, unobiettivo coerente con un miglioramento del saldo strutturaledello 0,6% circa del Pil nel 2013 e dello 0,7% del Pil nel2014. – POLONIA. La Commissione ha raccomandato di prorogare didue anni il termine per la Polonia, per consentire al paesedi porre fine alla situazione di disavanzo eccessivo entro il2014. La Polonia deve arrivare a un disavanzo nominale del3,6% del Pil nel 2013 e del 3,0% del Pil nel 2014,coerentemente con un miglioramento annuo del saldostrutturale pari almeno, rispettivamente, allo 0,8% eall’1,3% del Pil, in base alle previsioni di primavera 2013aggiornate dei servizi della Commissione.

– PORTOGALLO. La Commissione ha raccomandato di prorogaredi un anno il termine per il Portogallo, per consentire alpaese di porre fine alla situazione di disavanzo eccessivoentro il 2015. Le autorita’ portoghesi devono portare ildisavanzo nominale al 5,5% del Pil nel 2013, al 4,0% del Pilnel 2014 e al 2,5% del Pil nel 2015, coerentemente con unmiglioramento del saldo strutturale dello 0,6% del Pil nel2013, dell’1,4% del Pil nel 2014 e dello 0,5% del Pil nel2015, in base all’aggiornamento del maggio 2013 delleprospettive economiche dei servizi della Commissione relativeal Portogallo.

– SLOVENIA. La Commissione ha raccomandato di prorogare didue anni il termine per la Slovenia, per consentire al paesedi porre fine alla situazione di disavanzo eccessivo entro il2015. La Slovenia deve arrivare a un disavanzo nominale del4,9% del Pil nel 2013 (3,7% del Pil esclusa la spesa unatantum pari all’1,2% del Pil per la ricapitalizzazione delledue banche principali), del 3,3% del Pil nel 2014 e del 2,5%del Pil nel 2015, in linea con un miglioramento annuo delsaldo strutturale dello 0,75% del Pil nel 2013, dello 0,5%del Pil nel 2014 e dello 0,5% del Pil nel 2015, per riportareil disavanzo pubblico nominale al di sotto della soglia del3% entro il 2016, in base alle previsioni di primavera 2013aggiornate dei servizi della Commissione. – QUANDO SI PUO’ PROROGARE CORREZIONE DISAVANZOECCESSIVO.

Uno Stato membro puo’ ottenere una proroga del termine percorreggere un disavanzo eccessivo, senza che si passi allafase successiva della procedura per i disavanzi eccessivi,purche’: si sia verificato un evento economico sfavorevolecon importanti conseguenze negative per lo Stato membrosoggetto a procedura per i disavanzi eccessivi, che gliimpedisce di rispettare il termine per la correzione deldisavanzo eccessivo; oppure purche’ lo Stato membro abbiadato ”seguito effettivo” alla raccomandazione oall’intimazione del Consiglio. – DARE SEGUITO EFFETTIVO. Entro il 1* ottobre 2013 Spagna,Francia, Paesi Bassi, Polonia e Slovenia dovranno dareseguito effettivo (i paesi devono annunciare pubblicamente oadottare misure considerate sufficienti per garantireprogressi adeguati verso la correzione del disavanzoeccessivo) e comunicare le informazioni dettagliate sullastrategia di risanamento che intendono attuare per conseguirei rispettivi obiettivi. Nel caso del Portogallo, invece, siapplicano le condizioni del programma di aggiustamentoeconomico. Una volta scaduto il termine per dare seguito effettivo,la Commissione puo’ valuta le misure adottate e comunica lesue conclusioni al Consiglio. In caso di valutazionenegativa, la Commissione raccomanda al Consiglio di decidereche non e’ stato dato seguito effettivo. Per gli Stati membridella zona euro, la Commissione raccomanda anche al Consigliodi passare alla fase successiva della procedura per idisavanzi eccessivi, cioe’ l’intimazione allo Stato membro inquestione, com’e’ accaduto oggi per il Belgio.

– IL CASO BELGIO. Perche’ la Commissione conclude che ilBelgio non ha dato seguito effettivo? Nel 2009, quando e’stata avviata la procedura per i disavanzi eccessivi neiconfronti del Belgio, si e’ chiesto al paese di correggere ildisavanzo eccessivo entro il 2012. Nel 2012, tuttavia, ildisavanzo era del 3,9% del Pil, il che significa che ilBelgio non ha corretto il disavanzo eccessivo entro iltermine raccomandato dal Consiglio. Questo e’ dovuto in parteall’urgente necessita’ di ricapitalizzare il gruppo bancarioDexia alla fine del 2012, ricapitalizzazione che ha avuto unimpatto negativo dello 0,8% del Pil sul debito pubblico.

Anche senza questa operazione, comunque, il termine nonsarebbe stato rispettato. Lo sforzo di bilancio annuale medio compiuto dal 2010 e’stimato allo 0,3% del Pil, nettamente al di sotto di quantoraccomandato dal Consiglio. Inoltre, una volta correttotenendo conto degli effetti della crescita riveduta delprodotto potenziale e dell’andamento del gettito fiscale, losforzo di bilancio medio e’ meno della meta’ di quelloraccomandato.

Ora, quindi, la Commissione prevede che le misure adottatecon il bilancio iniziale per il 2013 e a seguito delcontrollo di bilancio del marzo 2013 riportino il disavanzoal di sotto del 3% del Pil nel 2013. Tuttavia, secondo leprevisioni di primavera 2013, il margine di sicurezza perevitare il superamento del valore di riferimento indicato neltrattato e’ molto ridotto. Inoltre, la correzione non e’ancora duratura. Si giustifica quindi un’ulteriore riduzioneal 2,7% del Pil per garantire un miglioramento duraturo delsaldo delle amministrazioni pubbliche. Qual e’ il nuovo percorso di aggiustamento per il Belgio?La Commissione ha raccomandato al Consiglio di decidere cheil Belgio deve porre fine all’attuale situazione di disavanzoeccessivo entro il 2013. Il Belgio deve ridurre il disavanzonominale al 2,7% del Pil nel 2013. Questo miglioramentonominale e’ in linea con un miglioramento del saldostrutturale pari allo 1% del Pil nel 2013, in base alleprevisioni di primavera 2013 aggiornate dei servizi dellaCommissione. Il Belgio dovra’ pertanto presentare alla Commissioneentro il 21 settembre 2013 una relazione sulle misureadottate per conformarsi alla decisione. A quel punto laCommissione esaminera’ la relazione per valutare i progressicompiuti verso la correzione del disavanzo eccessivo.

Qual e’ la prossima fase? Ora tocchera’ ai ministri delleFinanze discutere della questione dirante l?Ecofin che siterra’ il prossimo 21 giugno a Lussemburgo.

– PROCEDURA PER DISAVANZO ECCESSIVO, COS’E’? La proceduraper i disavanzi eccessivi e’ un processo basato su regolestabilito nel trattato sul funzionamento dell’Unione europea(TFUE, articolo 126) per garantire che gli Stati membricorreggano gli errori gravi di politica di bilancio. Vi sonodue valori di riferimento principali il cui mancato rispettopuo’ giustificare l’avvio della procedura per i disavanzieccessivi: uno per il disavanzo pubblico (3% del PIL) e unoper il debito pubblico lordo (60% del PIL). Per garantire la correzione dei disavanzi eccessivi, agliStati membri soggetti a procedura per i disavanzi eccessivivengono rivolte raccomandazioni che devono essere rispettateentro una determinata scadenza.

Le diverse fasi della procedura per i disavanzi eccessivisono elencate nel trattato e ulteriormente specificate nellanormativa sul patto di stabilita’ e crescita. La proceduraper i disavanzi eccessivi, che corrisponde al ”bracciocorrettivo” del patto di stabilita’ e crescita, e’completata da un ”braccio preventivo” che comprendeprocedure volte a promuovere la sorveglianza e ilcoordinamento delle politiche economiche e a garantireprogressi verso la sostenibilita’ di bilancio.

La procedura per i disavanzi eccessivi e’ statarecentemente rafforzata nell’ambito della revisionedell’architettura della governance economica dell’UE, attuatain parte in risposta alla crisi economica. In particolare, ilpacchetto legislativo ”six-pack” ha profondamente riformatola sorveglianza economica e di bilancio nell’Ue. rba/mau

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