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Giovedì 23 maggio 2013 - 13:16

Confindustria: Squinzi, Nord sull’orlo del baratro

(ASCA) – Roma, 23 mag – ”Il nord e’ sull’orlo di un baratro economico che trascinerebbe tutto il Paese indietro di mezzo secolo, escludendolo dal contesto europeo che conta”. Cosi’, il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, nell’intervento all’Assemblea pubblica in corso a Roma. ”Abbiamo vissuto i dodici mesi trascorsi dalla mia prima assemblea con ansia e preoccupazione, a tratti con angoscia per le sorti del nostro Paese. Con il passare delle settimane si e’ quasi perso il senso di futuro, di speranza, materia prima vitale per tutti”. ”Come cittadini e come imprenditori – aggiunge il presidente di Viale dell’Astronomia – rivolgiamo un accorato appello al presidente del Consiglio” Enrico Letta per la ”modernizzazione del Paese: le riforme non sono piu’ rinviabili, inclusa la legge elettorale. Ne serve una che assicuri legislature piene e stabilita’ governativa”. ”Senza interventi decisi e concreti la crescita del Paese non superera’ per molto tempo lo 0,5% annuo, del tutto insufficiente – aggiunge Squinzi – a creare lavoro e a risollevare i destini di tantissime imprese”. ”L’obiettivo” del Governo, dice ancora il presidente di Confindustria, ”deve essere uno solo: tornare a crescere”. ”Per noi imprese, per le famiglie, per i nostri giovani, e’ inquietante”, ha aggiunto Squinzi. Nel suo intervento il premier Enrico Letta agli imprenditori assicura: ”Siamo dalla stessa parte. La politica ha capito la lezione, seppur tardi, che deve essere la prima a dare l’esempio se chiede sacrifici. Molte imprese – dice Letta – vivono uno stato di oppressione fiscale e ieri attorno a questi temi abbiamo discusso”. ”Ridare slancio e forza a un’industria che sia piu’ in grado di stare nel campo dell’internazionalizzazione. Si vince se siamo sul mercato globale e avete dimostrato che si possono raggiungere risultati importanti”. Lo afferma il premier Enrico Letta nel suo intervenendo all’assemblea. Il Governo intende ridurre la soglia per la defiscalizzazione delle opere infrastrutturali da 500 milioni a 50 milioni di euro. E’ l’annuncio che fa il ministro per lo Sviluppo economico, Flavio Zanonato. ”’Vogliamo rafforzarla – dice -. Oggi questa misura si applica agli investimenti superiori ai 500 milioni di euro. Interessa quindi pochissine opere (non arriveranno a 10). Coi ministri Lupi e Saccomannni vogliamo ridurre la soglia dimensionale, portandola a 50 milioni. Questo si puo’ fare senza alcun aggravio sui conti pubblici, consentendo di allargare in modo sensibile la platea delle opere potenzialmente beneficiate”. red/int

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