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Mercoledì 22 maggio 2013 - 11:02

Istat: cambiano strategie familiari, nel 2012 cresce occupazione donne

(ASCA) – Roma, 22 mag – In controtendenza con la crisi – enel quadro delle nuove strategie familiari per farvi fronte,ora che viene spesso a mancare il reddito dell’uomo di casa -nel 2012 l’occupazione femminile e’ cresciuta di 110 milaunita’ rispetto al 2011 (+117 mila rispetto al 2008). Nello specifico, tale fenomeno e’ ascrivibile in partealla crescita delle occupate straniere (+76 mila, pari a+7,9%) e, in parte, all’incremento delle occupate italianeultra 49enni (+148 mila, +6,8%) che ha piu’ che compensato ilcalo delle piu’ giovani. Resta, comunque, impari il rapportotra occupazione femminile italiana e la media Ue. Lo attesta il ‘Rapporto annuale 2013 – La situazione delPaese’ dell’Istituto nazionale di statistica (Istat)presentato oggi a Montecitorio. L’aumento dell’offerta di lavoro femminile, in atto nelperiodo piu’ recente, e’ il risultato, oltre che di fenomenidi segregazione professionale e di una ricomposizione afavore delle fasce di eta’ piu’ avanzate, anche di nuove ediffuse strategie seguite dalle famiglie per affrontare ledifficolta’ economiche indotte dalla crisi. Rispetto al 2011 sono aumentate di quasi il 35% le donnein cerca di occupazione che vivono in coppia con figli (+115mila in confronto al 2011; +127 mila, +39,4% rispetto al2008).

Inoltre, sono anche aumentate le coppie con figli in cuisolo la donna lavora, passate da 224 mila del 2008 (5,0% deltotale delle coppie con figli), a 314 mila nel 2011 (7,0%)fino ad arrivare a 381 mila nel 2012 (8,4%). In particolare, e’ cresciuto il numero di occupate chevivono in coppie in cui l’uomo e’ in cerca di un impiego edisponibile a lavorare (+51 mila unita’ rispetto al 2011,pari a +21,2%) o e’ cassintegrato (+20 mila unita’, pari a+53,9%). Ciononostante, la quota di donne occupate in Italia rimanedi gran lunga inferiore a quella dell’Ue (47,1% contro il58,6%) e la riduzione dei differenziali di genere nel nostroPaese e’ da ricondursi soprattutto al peggioramento dellasituazione occupazionale maschile il cui tasso di occupazionediminuisce di 3,8 punti dal 2008 e di 0,9 punti dal 2011(-0,1 punti +0,6 punti per le donne). stt/mau

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