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Martedì 21 maggio 2013 - 10:16

Crisi: Chiesa, piu’ di 2500 prestiti a famiglie. Aumentano gli italiani

(ASCA) – Roma, 21 mag – La crisi continua a ‘mordere’soprattutto le famiglie italiane. Una ulteriore confermavioene dalla Cei che ha attivato una forma di microcredito,per le situazioni di difficolta’ econimica. Un progetto cheprevede un prestito al massimo di 6mila euro per le famigliee di 15mila per le aziende da restituire in 60 mesi a untasso agevolato. Per l’erogazione e’ previsto l’interventodelle principali banche italiane grazie a un accordo tral’Abi e la Cei. Vi possono far ricorso anche disoccupati ecassaintegrati con un unico reddito in famiglia o persone chenon hanno mai lavorato, piccole imprese ”a serio difallimento”.

A dare spazio all’iniziativa, la Radio Vaticana che, in unservizio del suo radiogiornale, ha fatto il punto suirisultati dell’iniziativa.

Nel biennio 2009-2010, si ricorda, il 46% delle richiesteriguardava il Nord, il 20% circa il Centro, il 33% il Sud. Il57% dei richiedenti, si sottolinea, sono risultati italiani.

Da un paio di anni a questa parte, invece, la percentualedegli italiani che sono ricorsi ai prestiti e’ balzata aoltre l’80%, investendo per oltre il 62% il Mezzogiorno(Campania e Sicilia soprattutto). A richiedere l’interventodel ”Prestito della Speranza” sono per il 67% famiglie incui la persona che ha perso il lavoro ha tra i 35 e i 54anni, dunque soggetti nel pieno della capacita’ produttiva mache hanno difficolta’ a trovare una nuova occupazione. ”Rimane che, nonostante la sensibilita’ di parte anchedegli operatori bancari, le banche ancora non investono sullostrumento del microcredito. – ha commentato all’emittentevaticana don Adriano La Regina, responsabile del Prestitodella Speranza – E’ un ritardo, io reputo di naturaculturale, che impedisce alle banche di pensare almicrocredito come a uno dei segmenti della nuova economica,che puo’ essere a vantaggio anche del profit, che la bancadeve fare perche’ e’ anche un’azienda”.

gc/

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