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Venerdì 17 maggio 2013 - 19:36

Previdenza: Casse tecniche, statalismo non risolve crisi

(ASCA) – Milano, 17 mag – ”Le norme che in questi anni hannoattratto le Casse di previdenza private verso il polopubblico sono frutto delle azioni di governo anti-crisi,concentrate esclusivamente sul taglio dei costi per rimediareal disavanzo dello Stato”. Lo affermano i tre presidentidegli enti di previdenza privati Fausto Amadasi (Cassageometri), Florio Bendinelli (Cassa periti industriali) ePaola Muratorio (Inarcassa), che hanno presentato,nell’ambito della Giornata nazionale della previdenza, il”Progetto sinergia”.

La ricetta presentata ”vuole sfruttare – dice PaolaMuratorio – il nostro effetto moltiplicatore: una rete traCasse non per tagliare ma per moltiplicare i progetti e irisultati in una visione autonoma di efficienza privatistica.

Si tratta di una iniziativa nata fra pari, senza gerarchie,ispirata dall’affinita’ delle professioni che condividono lostesso mercato”.

Il percorso e’ gia’ cominciato. Le tre Casse hanno avviatoun osservatorio giuridico comune e hanno unificato i criteridi rilascio della certificazione Durc necessaria perl’aggiudicazione di gare e appalti al fine di garantire aiprofessionisti tecnici una regola di trattamento unica etrasparente.

”Tutti – specifica Amadasi – siamo sensibili alledifficolta’ di lavoro dei nostri professionisti, cosi’abbiamo introdotto percorsi che li agevolino quando intendonosanare la loro posizione pensionistica, spesso frutto di unasituazione professionale di stasi: quando non entra unreddito sufficiente, gli enti di previdenza possonointervenire per dilazionare i contributi che i nostriiscritti devono versare”.

Le stesse sinergie nascono per creare opportunita’ dilavoro ”ed evitare un popolo di liberi professionisti nuoviesodati, senza che nessuno ne parli”, insiste Amadasi.

”Ad esempio – continua Florio Bendinelli – grazie agli amicigeometri, e a breve insieme ad ingegneri e architetti,abbiamo aderito all’iniziativa ”Valutazione del patrimoniopubblico on line”, per censire i beni dei comuni italiani,grandi e piccoli, e poi seguire la fattibilita’ el’esecuzione dei relativi progetti di riqualificazione”. Inquesto modo lo Stato non svende i propri beni ma li recupera,i nostri professionisti possono diventare consulenti con lapubblica amministrazione e i comuni italiani – ingessati dalrigore imposto dal patto di stabilita’ – possono trovare unaforma di finanziamento garantita.

Molti i progetti in campo: potenziare il sistema digaranzie e tutele a favore degli iscritti alle Casse diprevidenza tecniche (il ”welfare allargato”) sfruttando lamassa critica di 265.00 aderenti, lanciare un processo diformazione del personale delle Casse per farlo cresceremigliorando la qualita’ del loro servizio (una ”universita’aziendale”), studiare forme ancora piu’ incisive per lostart up dei giovani professionisti ma soprattutto, concludeil professor Hinna, e’ innovativa l’idea di creare sinergiecomplementari. ”Le Casse tecniche non vogliono correre inparallelo ma vogliono passarsi il testimone condividendo iloro punti di forza: e questa voglia di staffetta e’ la baseper crescere non tagliando i costi ma usandointelligentemente le risorse disponibili. E infine, dandoanche una mano a far ripartire l’economia”.

com/sat

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