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Sabato 11 maggio 2013 - 12:11

Crisi: Cisl, altri 178mila posti lavoro a rischio nei prossimi mesi

(ASCA) – Roma, 11 mag – Sono 178mila quanti rischiano diperdere il lavoro in Italia nei prossimi mesi a fronte dellasoglia di 100 milioni di ore di cassa integrazione raggiuntaad aprile, il dato piu’ alto dall’inizio dell’anno. Loattesta la Cisl sulla base delle rlevazioni del suo’Osservatorio Cig-Occupazione” che analizza sia le dinamichedella cassa integrazione nei primi 4 mesi dell’anno, sia ledinamiche occupazionali.

”Siamo nel momento piu’ drammatico della crisi”,commenta il sindacato in una nota. ”La criticita’ dellasituazione – prosegue – e’ sintetizzata da tre numeri:148mila occupati in meno tra IV trim. 2011 e IV trim. 2012,600mila lavoratori equivalenti attualmente in cassaintegrazione, dei quali 178mila a rischio di perdita dilavoro nei prossimi mesi secondo le elaborazioni Cisl, chetengono conto del tiraggio medio nel 2012, e che consideranoi soli lavoratori equivalenti coinvolti in cassastraordinaria e in deroga, che possono piu’ facilmentepreludere ad una perdita del posto di lavoro”. In tale quadro, la Cisl sottolinea che ”non e’ ilmomento” per nuove modifiche alla riforma Fornero, bensi’sono necessarie ”politiche per la crescita”.

Sul fronte della cassa integrazione – spiega una nota – inaprile le ore autorizzate risultano 99.9 milioni, il 3,1% inpiu’ rispetto a marzo 2012 ed il 16% rispetto ad aprile2012.

L’aumento complessivo corrisponde ad andamenti disegualidelle tre tipologie: mentre la Cigo registra un aumento del30,9% rispetto ad aprile 2012 e la Cigs addirittura del92,2%. Numeri questi – sostiene la Cisl – che sembrano suggerirela natura principalmente strutturale delle crisi aziendali:le ore autorizzate di cassa in deroga sono solo 6,8 milioni,segnando una riduzione del 76,5% rispetto ad aprile delloscorso anno, dovuta ai noti problemi di finanziamento emersinegli ultimi mesi che hanno causato il blocco delleautorizzazioni.

I valori dei primi quattro mesi del 2013 si mantengonocomunque assai elevati, nonostante il dato complessivo siaampiamente sottovalutato a causa della riduzione fittiziadelle ore di cassa in deroga, evidenziando, rispetto allostesso periodo del 2012, un aumento del 13%. Il dato diaprile e’ il piu’ alto dall’inizio dell’anno, avendo di nuovoraggiunto la soglia dei 100 milioni di ore, attorno allaquale il numero di ore di cig oscilla sin dal 2010, epotrebbe esplodere nei prossimi mesi, in seguito all’attesorifinanziamento che porterebbe ad approvare le domande diCigd giacenti da mesi.

A livello settoriale si evidenzia un marcato aumento nelsettore industriale (+16%), nell’edilizia (25,3%) enell’artigianato (+19,2%). A livello territoriale, le ore dicassa autorizzate mostrano un lieve aumento al Nord (+2,4%),un piu’ marcato aumento al Centro (+40,6%), un calo del 22,7%nel Mezzogiorno, dovuto in gran parte dalla cassaintegrazione in deroga.

Nella parte che analizza i dati Istat sull’occupazione,invece, il rapporto evidenzia nel IV Trimestre 2012, un calodegli occupati di 148mila unita’ rispetto allo stesso periododell’anno precedente, diffuso in misura similenell’agricoltura e nell’industria in senso stretto, con unapunta del -4,6% in edilizia. Il terziario fa registrareinvece un moderato incremento negli alberghi e ristorazione,nella sanita’ e assistenza sociale e nei servizi allefamiglie e alla persona.

Cala l’occupazione a tempo pieno, ma continua a crescereil part-time involontario in chiave anti crisi, che hasegnato un +7,9% nell’ultimo anno. Dopo quasi due anni dicrescita, il numero dei dipendenti a termine rimane stabilerispetto ad un anno prima, portando la quota dei dipendenti atermine sul totale degli occupati al 10,4%. Da segnalare lasignificativa riduzione dei collaboratori (-4,8%, pari a-20.000 unita’), presumibilmente legata alla strettaintrodotta dalla legge Fornero.

Cresce la disoccupazione, alimentata anche dalla riduzionedegli inattivi. I giovani tra 15 e 24 anni in cerca dioccupazione sono saliti a 674.000, portando il tasso didisoccupazione giovanile al 39,0%, e rappresentando l’11,2%della popolazione in questa fascia di eta’. La Cisl chiede innanzitutto l’immediato rifinanziamentodegli ammortizzatori in deroga e dei contratti disolidarieta’ per coprire l’intero 2013, esprimendo fortepreoccupazione per il rinvio della decisione. Per il resto larichiesta al ministro del Lavoro e’ quella di incontrare leparti sociali: per la Cisl – si sottolinea – non e’ ilmomento di rivedere le regole del lavoro, appena riformate loscorso anno, ma di politiche per la crescita.

Quel che occorre ora – prosegue la nota – sono ilrafforzamento dell’apprendistato ed incentivi alletrasformazioni a tempo indeterminato.

La staffetta generazionale che il governo sembra volerintrodurre corrisponde – sottolinea la Cisl – ad una nostraprecisa proposta, e deve consistere in incentivi collegati adun accordo aziendale, per indirizzare l’utilizzo delpart-time verso situazioni di volontarieta’ ed accompagnarlocon nuove assunzioni.

com-stt/mau

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