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Lunedì 6 maggio 2013 - 12:29

Made in Italy:Confindustria, import BBF +47% nel 2018 da paesi emergenti

(ASCA) – Roma, 6 mag – Le importazioni dai paesi emergenti diprodotti belli e ben fatti (BBF) cresceranno fino a 169miliardi di euro nel 2018, 54 miliardi in piu’ rispetto al2012, con un aumento del 47%.

Oltre un terzo della domanda aggiuntiva verra’ da Russia,Cina ed Emirati Arabi Uniti. Questi i principali risultatidella IV edizione della ricerca ”Esportare la dolce vita”2013 presentata oggi da Centro Studi Confindustria ePrometeia, con il contributo di ANFAO, Assocalzaturifici,Federalimentare, FederlegnoArredo, Federorafi e Sistema ModaItalia, sul posizionamento dei beni di fascia medio-alta neisettori chiave del made in Italy e sulle opportunita’ che inuovi mercati offrono alle imprese che propongono prodottinon solo di qualita’, ma dal forte contenuto evocativo. I prodotti BBF sono costituiti da beni di fasciamedio-alta (escluso il segmento del lusso) nell’alimentare,nell’arredamento, nell’abbigliamento e tessile casa, nellecalzature. A questi settori si aggiungono, per la prima voltain questa edizione, l’occhialeria el’oreficeria-gioielleria.

La quota di mercato italiana sull’import di beni BBF neimercati analizzati era nel 2011 dell’8,7%. Se questa quotarestasse inalterata, nel 2018 le importazioni di BBF made inItaly in quei paesi aumenterebbero di 4,4 miliardi di euro,arrivando a 14,4 miliardi. Il rapporto elabora le stime delle importazioni di benidel bello e ben fattonei 30 principali mercati emergenti peril periodo 2013-18. Le vendite italiane all’estero di BBFsono state di 61 miliardi di euro nel 2012, il 15,5% deltotale delle esportazioni manifatturiere italiane. Il 32%viene dall’alimentare, il 27% dall’abbigliamento e tessilecasa, il 16% dai beni d’arredo, il 12% dalle calzature, l’8%dall’oreficeria-gioielleria e il 4% dall’occhialeria. Nel 2018, si legge nel rapporto, ci saranno 194 milioni dinuovi ricchi in piu’ rispetto al 2012, cioe’ persone con unreddito annuo superiore a 30mila dollari (a prezzi 2005 e aparita’ di potere d’acquisto), in grado di comprare benibelli e ben fatti. La meta’ dei nuovi ricchi risiedera’ neiprincipali centri urbani di Cina, India e Brasile, ma laclasse benestante si sta ampliando anche in paesi piu’ viciniall’Italia, dove la nostra quota di mercato nelle vendite dibeni BBF e’ maggiore, come Russia e Turchia. Nonostante le enormi prospettive offerte dai nuovimercati, le imprese italiane si trovano a operare in contestidifficili. La concorrenza e’ piu’ ardua: sempre piu’ aziende,data la debolezza della domanda interna europea, orientanogli sforzi commerciali verso i mercati emergenti. E maggioridiventano le barriere e i dazi che questi stessi paesi spessoinnalzano per contrastare l’ingresso dei prodotti esteri. Per sostenere le imprese nel percorso diinternazionalizzazione, nell’edizione 2013 del rapporto vienepresentato un aggiornamento dell’analisi delle barrierecommerciali, che ostacolano l’espansione del BBF neiprincipali paesi emergenti, con un’attenzione particolare aisettori new entrydell’occhialeria e oreficeria-gioiellieria.

Vengono, inoltre, esaminati alcuni punti di forza del BBFitaliano: la produzione culturale italiana, che rafforzal’immagine del BBF nel mondo trasmettendo valori e contenutidell’Italian style of life; l’importanza della filiera delBBF, che garantisce la qualita’ del prodotto italiano erafforza ulteriormente l’immagine che all’estero vienepercepita del made in Italy; il tessuto imprenditoriale delBBF, composto da 15mila imprese che esportano prevalentementeprodotti del BBF, rappresentano un quinto delle impresemanifatturiere esportatrici italiane, e hanno un’elevatavocazione internazionale nonostante la dimensione contenuta.

Infine, un focus dedicato alla Cina esplora le cinqueregole da seguire per entrare nel mercato cinese con piu’elevate probabilita’ di successo: conoscere l’andamento deiconsumi e delle forze che lo alimentano; analizzare ilprofilo dei consumatori; selezionare le aree urbane conmigliori prospettive; conoscere gli ostacoli commercialiall’ingresso dei propri prodotti; analizzare i canali diaccesso al mercato, cioe’ il sistema distributivo. red/glr

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