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Venerdì 3 maggio 2013 - 11:29

Lavoro: Confartigianato, crisi ‘brucia’ imprenditori under 40 (-16%)

(ASCA) – Roma, 3 mag – La crisi ha falcidiato l’imprenditoriagiovanile: dal 2008 al 2012, sono mancati all’appello 331.000imprenditori under 40. Alla fine dello scorso anno ilbilancio e’ da brividi: l’Italia ha perso il 16% dei giovanicapitani d’azienda rispetto a 5 anni prima. I dati emergonodall’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile realizzatodall’Ufficio studi di Confartigianato e presentato allaConvention nazionale dei Giovani Imprenditori diConfartigianato organizzata a Roma il 3 e 4 maggio. Tra i giovani colpiti dalla grande recessione vi sonoquelli che hanno scelto di fare impresa. Nel nostro Paese ilcalo dei giovani capitani d’azienda e’ piu’ accentuatorispetto alla diminuzione media dell’8,9% verificatasinell’Ue a 27. Infatti, nel confronto con gli altri maggioriPaesi europei i lavoratori indipendenti italiani under 40mostrano un calo piu’ intenso rispetto a quello rilevato inGermania (-9,3%) ed inferiore solo a quello osservato inSpagna, dove tra il 2008 e il 2012 si sono ridotti di oltreun quarto (-27,0%). Mentre in Francia e nel Regno Unito ilnumero dei giovani imprenditori e’ addirittura aumentato(rispettivamente del 7,2% e del 3,2%).

Secondo l’Osservatorio di Confartigianato, nonostantetutto, l’Italia rimane sul gradino piu’ alto del podioeuropeo per numero di imprenditori e di lavoratori autonomitra i 15 e i 39 anni: sono 1.736.400 e staccano nettamente ilRegno Unito che ne conta 1.319.700, la Polonia con 1.046.100e la Germania che si ferma a 959.100. Nel nostro Paese, quindi, il 19,2% dei giovani occupatiunder 40 lavora in proprio, una percentuale quasi doppiarispetto al 10,3% della media europea. Nel dettaglio lapropensione a ‘fare impresa’ dei giovani italiani e’superiore all’11,5% della Spagna, al 9,7% del Regno Unito, al7,5% della Francia, e al 5,9% della Germania.

Circa il 30% dei giovani imprenditori italiani sonoartigiani. I ”capitani’ under 40 delle piccole imprese sonoinfatti 576.177. E anche per loro la crisi si e’ fattasentire con una diminuzione, tra il 2008 e il 2012, del 5,6%,pari a 34.425 imprenditori in meno. In pratica, negli ultimi5 anni, la crisi ha fatto scomparire 4 giovani imprenditoriartigiani al giorno. Marco Nardin, Presidente dei Giovani Imprenditori diConfartigianato, chiede ”risposte concrete al Governo, alParlamento, alla politica. La scomparsa di tanti giovaiimprenditori e’ causa delle crisi, ma soprattutto da unsistema Paese che e’ ostile al fare impresa. Siamopenalizzati dal nostro enorme costo del lavoro, dallaburocrazia che costa 31 miliardi l’anno alle imprese, dalcosto del denaro, dalla carenza delle nostre infrastrutture,da un fisco oppressivo. Dobbiamo renderci conto che inItalia, se muoiono le imprese, muore l’intero Paese”. E proprio per simboleggiare l’effetto della crisi, durantela Convention dei Giovani Imprenditori di Confartigianato,sono state posizionate in sala decine di sagome bianche perricordare i giovani imprenditori vittime della recessione.

”Oggi – ha detto Nardin – accanto a voi, in questa salasiedono idealmente i nostri colleghi che non hanno potutointervenire fisicamente alla nostra Convention. Sono i nostricolleghi che hanno dovuto chiudere l’impresa, quelli chehanno dovuto restare in azienda per non perdereun’opportunita’ di lavoro, quelli che non possono nemmenopermettersi un viaggio a Roma perche’ devono difendere ilfuturo delle loro famiglie e dei loro collaboratori”. red/glr

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