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Giovedì 2 maggio 2013 - 09:50

Ocse: Italia pensi a crescita e dira’ addio a recessione gia’ nel 2013

(ASCA) – Roma, 2 mag – L’Italia ha avviato ”un ambiziosoprogramma di riforme” volto a ripristinare la sostenibilita’delle finanze pubbliche e migliorare la crescita a lungotermine. Assieme alle misure intraprese a livello dell’areaeuro, questi ”auspicati interventi” hanno ”ridotto irischi di rallentamento economico e potrebbero aiutarel’Italia a uscire dalla recessione gia’ nel corso del2013”.

Tuttavia, con un rapporto debito pubblico/Pil vicino al130% e un piano di ammortamento del debito particolarmentepesante, l’Italia ”rimane esposta ai cambiamenti improvvisidell’umore dei mercati finanziari”. La priorita’ e’ quindila ”riduzione ampia e prolungata del debito pubblico”. E’ il quadro disegnato dall’Ocse nel suo rapporto annuale(2013) sull’economia italiana, secondo cui i risultatiottenuti grazie alle recenti riforme strutturali ”devonoessere consolidati” e sono necessarie ulteriori misure voltea promuovere la crescita e migliorare la competitivita’, perrimettere l’Italia sulla strada di una ”crescita sana”. – ADDIO RECESSIONE NEL 2013. Nella sua analisisull’economia del Belpaese (l’ultima era stata sviluppata nel2011), l’Ocse plaude all”’ambizioso programma di riforme”avviato dal governo Monti: concentrato sul risanamento evolto a ripristinare la sostenibilita’ delle finanzepubbliche. Un ventaglio di riforme, da quella del mercato del lavoroal decreto Trasparenza nella Pubblica amministrazione,passando per il piano annunciato ad aprile per ridurre”significativamente” i debiti arretrati della P.A., chepotrebbe aiutare il Belpaese – si legge – a ”uscire dallarecessione gia’ nel corso del 2013”. Il Pil ”non dovrebbeiniziare a crescere prima del 2014”, quando registrera’ -stando alle previsioni – un +0,5%, in ripresa da un’economiache nel periodo 2013-2014 restera’ comunque ”debole”.

– PESANTE DEBITO PUBBLICO. La riduzione del debitopubblico e’ una delle principali raccomandazioni inseritenell’analisi dell’Ocse. Un debito definito dalla stessaOrganizzazione ”particolarmente pesante”, che lascial’Italia esposta ai ”cambiamenti improvvisi dell’umore deimercati finanziari”.

Qualora il Belpaese non prosegua con ulteriori interventidi consolidamento di bilancio e non apra ad operazioni diprivatizzazione e di liberalizzazioni delle professioni, c’e’infatti il rischio che il debito pubblico a fine 2014 possa”raggiungere il 134% del Pil”. Si tratterrebbe, nel peggiore dei casi, di unindebitamento netto, ”peggiore rispetto alle stime delgoverno” Monti, che nel Def varato in aprile aveva previstoper il 2014 una discesa del debito al 129%, per poi passaread un 125,5% nel 2015.

Il debito pubblico italiano e’ oggi ”tra i piu’ alti deiPaesi dell’Ocse e da due decenni supera il 100% del Pil. Ilsuo rinnovo – stima ancora l’Ocse – richiedera’ circa 400miliardi di euro l’anno” nel lungo periodo.

– CRESCITA SANA. La seconda super-raccomandazioneproveniente da Parigi e’ l’implementazione di misure volte alrilancio della crescita in Italia. Apprezzando l”’importanteazione di risanamento fiscale” avviata nel 2012, l’Ocsesottolinea che i ”risultati ottenuti grazie alle recentiriforme strutturali devono essere consolidati” attraversol’implementazione di ”ulteriori misure volte a promuovere lacrescita e migliorare la competitivita”’. L’obiettivo e’ cheil Paese intraprenda nel piu’ breve tempo possibile la”strada di una crescita sana”. – RISTRUTTURARE FISCO. L’Ocse avverte anche che l’Italianon deve allentare la sua politica fiscale se vuole”mantenere il pareggio di bilancio in termini strutturali”come promesso, poiche’ solo cosi’ – a differenza di quantoaccadde negli anni ’90, poco prima di entrare nell’Unionemonetaria – evitera’ il ”dissolversi dei vantaggi derivantidal consolidamento”. E’ anche necessaria tuttavia una ristrutturazione delsistema fiscale ”per ridurre le distorsioni”, inparticolare – spiega l’Ocse – ”tramite la riduzione delleagevolazioni fiscali”. – LIBERALIZZAZIONI E INDENNITA’ DISOCCUPAZIONE. Bene lariforma Fornero, ”la prima” ad aver affrontato i delicatinodi che intrecciano il mercato del lavoro in Italia, ma sipunti a ”una serie di riforme strutturali tese a favorire lacrescita e l’istituzione di un nuovo sistema d’indennita’ didisoccupazione”. Sull’occupazione l’Ocse lancia un monitochiaro al governo e sottolinea il rischio di un aggravarsidella poverta’ che dal 2009 ha colpito gran parte dellefamiglie italiane.

Secondo l’Ocse le vie da percorrere sono un’apertura alleliberalizzazioni, attraverso la ”rimozione delle restrizioniancora esistenti nel settore dei servizi professionali e deiservizi pubblici”, nonche’ la promozione e l’inclusione deicittadini nel mercato del lavoro.

– BANCHE A RISCHIO. Sugli istituti di credito, infine, fascuola lo scandalo Monte dei Paschi di Siena. Sebbene ilsistema bancario in Italia ”si sia dimostratocomplessivamente solido diversi istituti di credito hannoincontrato gravi difficolta”’ e ”il settore finanziariorimane esposto a rischi sistemici”, avverte infatti l’Ocse,aggiungendo che ”occorre incoraggiare le banche ad aumentaregli accantonamenti per perdite e continuare a incitarle asoddisfare le loro esigenze di capitale tramite l’emissionedi nuove azioni”, o la cessione di ”attivita’ nonstrategiche”. rba/mau

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