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Giovedì 2 maggio 2013 - 18:55

Fiat: Fiom contro la nuova Cigs a Mirafiori, “conferma incertezza”

(ASCA) – Torino, 2 mag – Anche la cassa integrazione aMirafiori divide i sindacati. Il cambio di denominazione, dacig per ristrutturazione a cig per riorganizzazione per icinquemila addetti delle carrozzerie, deciso nelle scorsesettimane in accordo con i sindacati firmatari del contratto,non piace alla Fiom, che questa mattina non ha ratificatol’accordo nella sede istituzionale della Regione Piemonte,cosi’ come prevede la procedura con il cosiddetto ”verbaledi esame congiunto”.

La nuova causale si e’ resa necessaria per evitare che ilritardo nell’avvio degli investimenti sulle linee per i nuovimodelli che verranno decisi entro fine anno e non piu’ agiugno, possa creare problemi in sede di verifica. La Cig perriorganizzazione, fino al 30 settembre 2013, non prevedeinfatti l’obbligo di investimenti sul prodotto.

”Oggi e’ stato fatto un passo in avanti sul futuro diMirafiori ”, commenta Vincenzo Aragona della Fismic, ”inquanto questa richiesta di Cigs ha la finalita’ di prepararelo stabilimento per i futuri modelli gia’ programmati”. ”Siconferma che il Piano Industriale riferito ai modelli di altagamma e Premium per l’area torinese si sta realizzando,nonostante un mercato sempre difficile, realizzando. -dichiara il segretario della Fim-Cisl Torino e Canavese,Claudio Chiarle -. Dopo l’avvio delle Officine Maserati aGrugliasco si sta provvedendo a razionalizzare le attivita’sul territorio e quindi l’Unita’ Sottogruppi Lamieradell’Alfa Romeo MiTo sara’ trasferita da Grugliasco aMirafiori”. ”Contemporaneamente nello stabilimento diMirafiori si iniziano le attivita’ legate alle strutture e aifabbricati razionalizzando tutta la rete di servizi eforniture – prosegue Chiarle -. Sempre a Mirafiori sirealizzera’ un polo logistico a supporto delle attivita’industriali relative ai futuri modelli, migliorando erazionalizzando i flussi logistici. Si interverra’ sulle areedi lastratura per accogliere le attivita’ della MiTo, orarealizzate nella ex Itca, e si adegueranno e ristrutturerannole unita’ di verniciatura per adeguarle ai nuovi modelli”.

Rassicurazioni che pero’ non convincono la Fiom, chequesta mattina ha promosso un presidio assieme ai dipendentidell’indotto per sottolineare che la crisi dello stabilimentotorinese e il rallentamento dei piani di rilancio ha gia’provocato 4.900 esuberi nelle fabbriche dell’indottotorinese. Federico Bellono, segretario torinese della Fiom,sottolinea come questo cambio sia ”irrituale”, e il primomai attuato dalla Fiat, ”e’ inaccettabile – dice – perche’non fa che confermare l’incertezza sul futuro di Mirafiori,un impianto che e’ il buco nero degli stabilimenti italianie per il quale da anni non sono previsti nuovi prodotti.

Inoltre, rimane la preoccupazione sul fatto che l’ipotizzatopolo torinese del lusso, che oltre a Mirafiori comprende leproduzioni avviate nello stabilimento Maserati di Grugliasco(ex Bertone), possa assorbire tutti i lavoratori torinesidell’auto”.

La Fiom chiede che si apra un confronto al ministero delLavoro, chiamato ad autorizzare ad erogare la cassa.

eg/sam/

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