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Mercoledì 24 aprile 2013 - 12:08

Crisi: Palombella (Uilm), dare speranza a chi si rivolge a sindacato

(ASCA) – Roma, 24 apr – ”L’iniziativa imprenditoriale, fioreall’occhiello del nostro Paese, si spegne davanti a una crisisenza fine. Sempre meno persone trovano le risorse e ilcoraggio di dare vita ad una nuova attivita’. Chi gia’ e’ sulmercato, invece, si vede costretto a chiudere i battenti”.

E’ l’amara constatazione di Rocco Palombella, segretariogenerale della Uilm, che emerge dall’articolo d’apertura di”Fabbrica societa”’ on line da questa mattina. ”Ho girato l’Italia avanti – si legge dal ‘pezzo’ sulgiornale sindacale- ed indietro in questi ultimi anni e hoosservato gli effetti devastanti della crisi sulle realta’del Nord Est come su quelle del Sud ed insulari: quanticancelli chiusi in fabbriche che erano trainanti sulterritorio; quante storie personali e familiari andate inpezzi a causa della disoccupazione. Se ci limitassimo adannotare dati e tendenze lo scoramento piu’ cupo siimpadronirebbe di noi”. Secondo Palombella ”come sindacato abbiamo il compito difare di piu’, di dare speranza a quanti si rivolgono a noi ea tutti quelli che ci gravitano intorno. Noi, in particolarmodo abbiamo gia’ dato molto alla fiscalita’ generale,all’economia del Paese, ai tentativi finora infruttuosi perinvertire la tendenza negative. Il nostro senso diresponsabilita’ e’ stato coerente e specchiato rispetto allacomunita’, alle istituzioni, e alle scelte spesso noncondivisibili degli esecutivi succeduti. Eppure sentiamol’esigenza di indicare una prospettiva ad un Paese che e’allo stremo, soprattutto per colpa di un ceto politico chenon lo mette in cima alle urgenze da risolvere”. L’azione sindacale e’ stata indirizzata su molti fronti econtinuera’ ad esserlo. ”I nostri sforzi – ricorda il leaderdella Uilm – sono sotto gli occhi di tutti: abbiamo dato alivello pensionistico, ma siamo delusi dalla mancatadifferenziazione che ci dovrebbe essere tra lavoro e lavoro;nel settore auto ci abbiamo messo faccia, cuore ed anima e sela Fiat e’ rimasta in Italia e’ gran parte merito dellanostra testardaggine; abbiamo fatto altrettanto nei settoridella dell’aeronautica, dell’elicotteristica, dello spazio edella difesa; in quello della siderurgia e deglielettrodomestici, in quello della cantieristica, insomma intutte quegli spazi industriali a rischio di effettivodepauperamento a livello produttivo e di risorseumano-tecnologiche”. Infine un chiaro monito alla Fiom: ”Il rapporto con inostri avversari – conclude Palombella – deve essere chiaro edeterminato: finche’ non firmano i contratti non troverannospazio da noi. E’ impossibile annunciare la pace quando ilgiorno dopo c’e’ la guerra. Se si fa questo si disorienta ilcorpo della nostra organizzazione sindacale e lo si puo’indebolire in modo letale. Noi abbiamo realizzato i contratticon Federmeccanica e con Fiat in un contesto in cui nessunoavrebbe scommesso sulla riuscita dell’intesa”.

red/glr

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