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Martedì 23 aprile 2013 - 13:36

PA: Assinform, in decreto anche enti Stato e societa’ in house

(ASCA) – Roma, 23 apr – ”Per il settore dell’InformationTechnology, il decreto del Governo sui debiti pubblici, cosi’com’e’ formulato oggi, non risulta equo ed e’ largamenteinefficiente giacche’ non comprende i piu’ importanticommittenti pubblici di servizi e tecnologie informatiche,che sono i grandi enti di Stato, le oltre 30 societa’ Ict inhouse degli enti locali e le aziende partecipate dallePubbliche Amministrazioni, i quali vanno considerati a tuttigli effetti come alter ego delle PA controllanti. Siamoquindi impegnati, con l’appoggio di Confindustria apresentare in Parlamento specifici emendamenti per ampliare aquesti soggetti il perimetro di applicazione delprovvedimento che auspichiamo fortemente vengano accoltinell’iter di conversione in legge”. E’ quanto afferma in unanota Paolo Angelucci, presidente di Assinform, l’associazionedelle imprese It operanti sul mercato italiano, che aggiunge:”Il settore It vanta verso la Pa, sanita’ compresa, creditiper una cifra stimata tra 1,7 e 2 miliardi di euro. Questoimporto, raffrontato ai circa 3,7 miliardi di euro di spesapubblica annua in It, dimostra chiaramente come il debitodella Pa nei confronti delle imprese informatiche costituiscaun enorme fardello in grado di ipotecare non solo l’andamentodi queste aziende, ma anche la loro sopravvivenza,soprattutto nei casi di dimensione media e piccola. Essendo,inoltre, l’It un settore labour-intensive, se non si provvedea sanare la piaga dei ritardati pagamenti, le ricaduteimmediate e piu’ drammatiche si avranno sul fronteoccupazionale. Si tratta di circa 400 mila addetti, cherappresentano probabilmente il piu’ importante bacino dioccupazione qualificata e giovanile del Paese. E’ per questo- ha continuato Angelucci – che chiediamo che ilprovvedimento venga reso piu’ equo nei confronti degliimprenditori, dei lavoratori e del mercato, compresa lapubblica amministrazione che, appesantita dai debiti, e’ laprima a risentire di questa situazione non potendorealizzare, o ritardando, gli investimenti in innovazione dicui ha enorme bisogno. Ma affinche’ il provvedimento possaavere effetti positivi sull’economia sara’ importante larapidita’ di intervento per far ripartire il sistemaproduttivo che sta soffrendo, con conseguenze gravi perl’economia italiana com’e’ sotto gli occhi di tutti”.

red/did/

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