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Venerdì 19 aprile 2013 - 11:18

Crisi: Unioncamere, primi 3 mesi -31mila imprese. Saldo peggiore da 2004

(ASCA) – Roma, 19 apr – Nei primi tre mesi dell’anno, hannocessato di esistere 31 mila imprese, facendo registrare cosi’il peggior saldo dal 2004. Lo rende noto Unioncamere sullabase di Movimprese, la rilevazione trimestrale sullanatalita’ e mortalita’ delle imprese condotta da InfoCamere,la societa’ di informatica delle Camere di Commercioitaliane.

A determinare il record negativo sono stati un’ulteriorediminuzione delle iscrizioni rispetto allo stesso periodo del2012 (118.618 contro 120.278) e un ancor piu’ sensibile balzoin avanti delle cessazioni (149.696 contro 146.368).

Conseguentemente, il tasso negativo di crescita del trimestre(pari a -0,51%) risulta il peggiore dell’ultimo decennio.

A pagare il prezzo piu’ caro sono stati, ancora una volta,gli artigiani: le 21.185 imprese artigiane che tra gennaio emarzo sono mancate all’appello rappresentano, infatti, oltredue terzi (il 67,6%) del saldo negativo complessivo deltrimestre. Complessivamente, a livello territoriale labattuta d’arresto piu’ forte in termini relativi si registranel Nord-Est dove lo stock di imprese arretra dello 0,7%(-8.350 imprese). Tra gli artigiani, invece, le perdite piu’sensibili si registrano nelle regioni del Centro (-1,62% iltasso di crescita negativo, corrispondente a 4.689 imprese inmeno nel trimestre).

”I numeri delle imprese che chiudono impongonoall’attenzione di tutti l’urgenza di interventi concreti perla crescita e l’occupazione – ha commento il presidente diUnioncamere, Ferruccio Dardanello -. Lo stallo politicodeterminatosi a seguito dei risultati elettorali pesa. Miauguro che subito dopo il passaggio dell’elezione del nuovoPresidente della Repubblica, il Parlamento sia messoimmediatamente in condizione di operare per approvareprovvedimenti a sostegno dell’economia reale: per ridarecredito alle imprese, per favorire l’assunzione dellemigliaia di giovani in cerca di un’occupazione, persemplificare la vita a imprese e cittadini che non ce lafanno piu’ a fare miracoli”.

com-sen/

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