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Martedì 16 aprile 2013 - 11:11

Industria: Intesa SanPaolo, nel Nordest soffrono distretti Fvg

(ASCA) – Padova, 16 apr – E’ stato pubblicato a cura delServizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo per conto diCassa di Risparmio del Veneto, Carive, CariFvg e Btb ilMonitor dei distretti industriali del Triveneto aggiornato adicembre 2012. Lo studio monitora l’andamento dei distrettipresenti in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino AltoAdige. Nel 2012 l’export dei distretti triveneti e’ rimastofermo sui livelli del 2011 (23,7 miliardi di euro). Il lieveaumento delle esportazioni dei distretti del Veneto (+3%) edel Trentino Alto Adige (+1,9%) e’ stato, infatti, annullatodal forte calo che si e’ verificato tra i distretti delFriuli Venezia Giulia (-10,4%).

E’ stata positiva l’evoluzione dei distretti del Venetoche hanno registrato un aumento del 3%, facendo meglio dellamedia italiana e riportandosi molto vicino al massimo storicotoccato nel 2007. Il contestuale calo dei flussi di import haspinto l’avanzo commerciale a 11,4 miliardi di euro (+1,1miliardi in un solo anno), un livello superiore al precedentepicco di 11 miliardi del 2007. Le esportazioni dei distretti veneti hanno frenato inGermania (-0,7% la variazione dei flussi nel 2012), ma hannocontinuato a correre negli Stati Uniti (+12,5%), in Svizzera(+12,7%) Giappone (+17,1%), Cina (12%), Emirati Arabi Uniti(+11,9%) e Sudafrica (+48,6%).

Tra i distretti della regione si sono messi in lucesoprattutto i distretti del sistema moda, con l’occhialeriadi Belluno (+9,5%) e l’oreficeria di Vicenza (+10,2%) cheinsieme nel 2012 hanno registrato un aumento dei valoriesportati pari a circa 300 milioni di euro, piu’ della meta’della crescita dei flussi di export di tutti i distrettiveneti (pari a 521,5 milioni di euro). In progresso, seppurlieve, la concia di Arzignano (+4,1%), il mobile di Treviso(+2,4%) e le calzature della Riviera del Brenta (+1%) che sisono confermati su livelli di massimo storico. Brillanti poile aree agro-alimentari che hanno tutte toccato valori recorddelle vendite estere: si tratta delle carni di Verona (+18%),del prosecco di Conegliano-Valdobbiadene (+10,9%), dei dolcie della pasta veronesi (+10,8%), del vino veronese (+8,5%).

Al contempo, pero’, alcuni distretti della regione sono moltolontani dai livelli pre-crisi, con punte negative per lacalzatura veronese, il mobile in stile di Bovolone, il mamo egranito di Valpolicella, il tessile e abbigliamento diTreviso.

Non si arresta anche la crescita sui mercati esteri deidistretti del Trentino Alto Adige che nel 2012 hannoritoccato il record storico in termini di export e avanzocommerciale, saliti rispettivamente a 1.318 milioni di euro(+1,9%) e 888,5 milioni. In Friuli Venezia Giulia solo i coltelli e forbici diManiago e i vini del Friuli sono oltre i livelli pre-crisi.

Gli altri 5 distretti della regione sono, invece, in graveritardo, con punte superiori al 50% per le sedie e i tavolidi Manzano e al 40% per gli elettrodomestici di Pordenone. Aldi sopra del 20% e’ il differenziale negativo per lacomponentistica e termoelettromeccanica friulana, il mobiledi Pordenone e il prosciutto di San Daniele. Gli unici sbocchi commerciali di una certa rilevanza incui nel 2012 le esportazioni dei distretti della regionehanno tenuto sono gli Stati Uniti, la Polonia e l’Austria. Intutti gli altri principali sbocchi commerciali le venditehanno subito cali significativi, con punte negative in Cina,Arabia Saudita e Russia. Hanno poi chiuso in territorionegativo anche le esportazioni dirette verso i due principalisbocchi commerciali, la Germania e la Francia. E’ evidente pertanto la criticita’ del momento, soprattuttose si considera che in questi ultimi anni le maggioriopportunita’ di crescita sono venute dall’estero, in presenzadi un mercato interno caratterizzato dalla caduta delladomanda di beni di investimento e dal calo dei consumi,soprattutto durevoli, causato dal progressivoridimensionamento del reddito disponibile reale dellefamiglie.

”Il 2013 sara’ un altro anno difficile per l’industriaitaliana e del Triveneto. Stretta fiscale, condizionifinanziarie ancora tese, nuova contrazione del redditodisponibile reale delle famiglie continueranno a pesare sulladomanda interna. Il commercio estero restera’ la principalefonte di crescita – ha dichiarato Eliano Omar Lodesani,direttore regionale Veneto, Friuli Venezia Giulia e TrentinoAlto Adige di Intesa Sanpaolo -. Le maggiori opportunita’ perle imprese distrettuali continueranno a venire dai mercatinon europei. E’ su questi mercati pertanto che dovrannoconcentrarsi nei prossimi anni gli sforzi commerciali deglioperatori triveneti”.fdm/sam/bra

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