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Sabato 13 aprile 2013 - 18:10

Ecofin: cresce fronte anti-evasione, 9 Paesi contro segreto bancario

(ASCA-AFP) – Dublino, 13 apr – Sono ormai nove i paesi’forti’ dell’Unione europea – Italia inclusa – pronti adimmolare il segreto bancario sull’altare della lottaall’evasione fiscale, ”un male che fa perdere ogni annoall’Europa 1.000 miliardi di euro”, come stimato di recentedal presidente dell’Ue, Herman Van Rompuy. Anche se, sulfronte del no, pesa il secco rifiuto dell’Austria adallentare le garanzie di riservatezza per i suoicontribuenti. E’ quanto emerge dal consiglio Ecofin dei 27ministri delle Finanze Ue in corso a Dublino. ”Il ritorno di appetito degli Stati membri in favore diprogressi ed azioni per combattere l’evasione fiscale e’estremamente benvenuto”, ha dichiarato Algirdas Semeta,commissario europeo per la Fiscalita’ e l’Unione doganale.

Sulla scia del cosiddetto ‘Offshore leaks’ e connesserivelazioni sui paradisi fiscali detenuti all’estero, cinquedei principali Paesi Ue – Francia, Germania, Italia, RegnoUnito e Spagna – hanno indirizzato una lettera allaCommissione europea chiedendo una stretta legislativa antievasione.

In tale quadro, l’esecutivo Ue lavora fin dal 2008 adestendere il campo di applicazione e rinforzare la cosiddetta’Direttiva risparmio’ che prevede, attualmente, lo scambioautomatico tra Paesi membri delle informazioni limitatamenteagli interessi versati alle persone fisiche non residenti.

Il commissario per la Fiscalita’, Semeta, auspica che unaccordo in tal senso venga raggiunto in tempo per presentareuna proposta concreta al Consiglio dei 27 capi di Stato e digoverno Ue in agenda il 22 maggio.

Traguardo che sembra piu’ vicino ora che anche Belgio,Paesi Bassi, Polonia, e Romania si sono associati all’istanzadi riforma legislativa, facendo salire a nove il numero diPaesi membri favorevoli all’adozione di un modello simile aquello statunitense del ‘Facta’ che consente di otteneretutte le informazioni relative a tutti i conti bancari, idepositi, le entrate all’estero di tutti i contribuentiamericani.

Se persino il Lussembrugo – sotto la pressione dei partnerUe e, soprattutto, degli Stati uniti – si sta mostrandofavorevole ad un parziale allentamento del segreto bancario apartire dal 2015, e’ l’Austria che rimane arroccata su unaposizione nettamente contraria. ”Mi battero’ per il segretobancario”, ha ribadito il ministro delle Finanze, laconservatrice Maria Fekter.

Ma – complice anche una parziale apertura del cancelliereaustriaco, il socialdemocratico Werner Fayman che si e’detto, invece, ”pronto a negoziare” – la mancanzadell’unanimita’ tra i 27 non sembra preoccupareparticolarmente il fronte della lotta all’evasione che si vaconsolidando in queste settimane tra i Paesi Ue.

Come gia’ avvenuto per numerosi altri provvedimenti,infatti ”l’idea e’ quella di iniziare con un piccolo gruppodi Paesi che muova poi gli altri” ha rivelato una fonteeuropea vicina al dossier, profilando la possibilita’ dichiudere un primo accordo ”tra chi ci sta”.

Della stessa opinione il ministro dell’Economia francese,Pierre Moscovici, secondo il quale, in questa fase, ”unvento soffia nell’Ue per spazzare via l’opacita’ e gliostacoli che il segreto bancario puo’ implicare”.

stt/vlm

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