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Sabato 13 aprile 2013 - 11:25

Crisi: Cgil, a marzo 520mila in cig, perso 1 miliardo di euro

(ASCA) – Roma, 13 apr – Esplode la richiesta di ore di cassaintegrazione a marzo. Con poco meno di 100 milioni di oreregistrate lo scorso mese, la cig aumenta in tutti i suoisegmenti (ordinaria, straordinaria e deroga), sia sul meseche sull’anno, con ripercussioni sul reddito pari a perditeper 1 miliardo di euro.

Le 96.973.927 ore registrate a marzo segnano infatti unincremento consistente su febbraio (pari ad un +22,44%),mentre da inizio anno il monte ore complessivo e’ pari a265.043.645 per un +11,98% sul primo trimestre del 2012.

Dietro questa mole di ore sono coinvolti da inizio anno circa520 mila lavoratori che hanno subito un taglio del redditoper 1 miliardo di euro, pari a 1.900 euro netti in meno perogni singolo lavoratore. Sono questi i dati che emergono dalle elaborazioni dellerilevazioni Inps da parte dell’Osservatorio cig della Cgilnazionale nel rapporto di marzo.

Il rapporto della Cgil segnala come a partire da gennaiodel 2009 e fino ad oggi, le ore di cassa integrazioneautorizzate siano state stabilmente intorno alle 80 milionidi ore per mese. Un trend che al momento prevede anche il peril 2013 un totale di ore di cassa integrazione oltre ilmiliardo. ”Il sistema produttivo, e l’intero mondo del lavoro, staletteralmente precipitando, trascinando dietro di se’l’intero Paese, travolto com’e’ da una valanga che non trovadavanti a se’ alcun argine”, osserva il segretarioconfederale della Cgil, Elena Lattuada.

Per la dirigente sindacale ”servono risposte con urgenzache mettano al centro il lavoro, a partire dal finanziamentodella cassa in deroga e per questo saremo in piazzaunitariamente il 16 aprile a Roma. Un appuntamento – spiega -che potrebbe rappresentare l’avvio di un percorso diiniziativa sui temi del lavoro”. Nel dettaglio dei dati, infine, Lattuada segnala ”laforte preoccupazione determinata dall’aumento delle richiestedi intervento sulle crisi di grandi gruppi industriali chenon trovano risposte soddisfacenti e che rappresentano unulteriore, inequivocabile segnale della profondita’ dellacrisi e della necessita’ di una politica industriale a tuteladei settori manifatturieri e dell’occupazione”.

com-stt/vlm

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