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Sabato 13 aprile 2013 - 12:40

Crisi: Cgia, l’attuale piu’ grave di quella del ’29. Serve governo forte

(ASCA) – Roma, 13 apr – Gli effetti negativi della crisieconomica che stiamo vivendo in questi ultimi anni sono piu’pesanti di quelli registrati negli anni Trenta: basticonsiderare che se tra il 1929 e il 1934 la contrazione degliinvestimenti in Italia fu del 12,8%, tra il 2007 ed il 2012il calo e’ stato del 27,6%, cioe’ piu’ del doppio rispetto aquanto accaduto 80 anni fa.

A dirlo e’ la Cgia di Mestre che chiede ”la formazione diun governo forte e autorevole” dopo aver messo a confrontol’andamento di alcuni indicatori economici censiti neiperiodi 1929-1934 e 2007-2012. In linea con quello degliinvestimenti anche il dato del Pil dimostra che, a livelloaggregato, la ricchezza prodotta dal paese al nettodell’inflazione durante la crisi degli anni Trenta diminui’del 5,1%, laddove tra il 2007 e il 2012 la contrazione e’stata del 6,9%. Cosi’, il Pil pro capite durante la grandecrisi scese dell’8,6% a fronte del calo del 9,4% registratoin questi ultimi anni. Tendenza invertita, invece, solo per iconsumi delle famiglie che reguistrarono la cduta drammaticadel 9,4% negli anni Trenta a fronte della diminuzione del 5%di questi ultimi anni.

”La gravita’ della situazione – commenta GiuseppeBortolussi segretario della Cgia di Mestre – richiede laformazione di un Governo forte ed autorevole che in tempibrevi inverta la politica economico/fiscale praticata inquesto ultimo anno e mezzo. Basta con l’austerita’ ed ilrigore che stanno provocando un preoccupante aumento delladisoccupazione. Bisogna, invece, ridurre le tasse erilanciare i consumi delle famiglie, altrimenti per la granparte delle piccole imprese non c’e’ futuro”.

Bortolussi osserva, dunque , come ”visto che in Europa neldecennio scorso il 58% dei nuovi posti di lavoro sono staticreati dalle piccole imprese con meno di 10 addetti, se nonaiutiamo queste ultime non possiamo sperare di combattereefficacemente la disoccupazione”.

E’ chiaro, sottolinea la Cgia, che questa comparazionepresenta dei limiti riconducibili all’incompletezza dellestatistiche riferite agli anni Trenta. Pertanto, i risultativanno presi con le molle, anche se ci consentono direalizzare una comparazione che ci ribadisce la gravita’della situazione che stiamo vivendo.

Va altresi’ ricordato che in questa analisi sono statipresi in esame gli unici indicatori che potevano essereconfrontati e che negli anni Trenta la durata media dellavita, la mortalita’ infantile, il livello di istruzione, lecondizioni abitative, quelle igienico/sanitarie e laricchezza media delle famiglie non erano minimamenteparagonabili a quelle attuali.

com-stt/vlm

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