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Giovedì 11 aprile 2013 - 17:03

Risparmio: i gestori bocciano l’Italia per l’incertezza politica

(ASCA) – Roma, 11 apr – I gestori bocciano l’Italia perl’incerta situazione politica, ma non temono un rischio dicontagio per l’Europa. E’ quanto emerge dall’ultimo sondaggiocondotto tra le principali societa’ di gestione eintermediazione che operano in Italia (Morningstar). Sullastrategia di investimento, le posizioni non sono unanimi. Dauna parte c’e’ chi preferisce assumere un atteggiamentoprudente di fronte alla prospettiva di un aumento dellavolatilita’; dall’altra c’e’ chi considera i possibiliribassi come un’occasione per incrementare la posizioneazionaria. A partire dalla seconda meta’ di marzo, i mercatieuropei sono scesi a causa delle nuove tensioni sul debitosovrano generate soprattutto da Cipro e dalla Slovenia. Igestori non escludono volatilita’ nel breve, ma preferisconoconcentrarsi sulle prospettive di medio periodo. Levalutazioni dei titoli azionari restano interessanti, dalpunto di vista dei bilanci aziendali, e molte societa’possono beneficiare dell’esposizione alla crescita mondiale.

Per questa ragione, il 68,8% degli intervistati si aspetta unrialzo delle Borse nei prossimi sei mesi a fronte di un 12,5%di pessimisti.

Rispetto a marzo, le previsioni per l’Italia sonopeggiorate.

Oltre il 31% dei gestori si aspetta un ribasso nei prossimisei mesi (nessuno a marzo) e un altro 25% prevedel’oscillazione attorno agli attuali livelli. Gli ottimistisono passati dal 43 al 37,5%. La principale preoccupazioneriguarda l’instabilita’ politica, la difficolta’ a formare ungoverno e l’ipotesi di nuove elezioni a breve. Il settorefinanziario, che e’ quello che pesa di piu’ su Piazza affari,e’ il piu’ penalizzato dalla situazione di incertezza, per lasua forte esposizione ai titoli di stato. Secondo lestatistiche della Banca d’Italia, il sistema bancariopossiede 351,6 miliardi di euro di governativi, il livellopiu’ alto dal 1998. Per quantor iguarda i mercati Usa, laBorsa americana ha corso molto negli ultimi mesi, dal momentoche e’ stata influenzata meno dalle tensioni europee.

I gestori sono ora piu’ cauti sul proseguimento del rally,alla luce anche di alcuni dati macro deludenti, come quellisul mercato del lavoro. Uno su due si aspetta un rialzo dellequotazioni azionarie (erano il 71% a marzo). I pessimistisono il 18,8%, piu’ del doppio rispetto al mese precedente.

com-ram

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