Header Top
Logo
Venerdì 24 Novembre 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Economia
  • Lavoro: Istat, nel 2012 cresce numero ‘inattivi’…(1 update)

colonna Sinistra
Giovedì 11 aprile 2013 - 11:13

Lavoro: Istat, nel 2012 cresce numero ‘inattivi’…(1 update)

(ASCA) – Roma, 11 apr – Cresce il numero di persone senzalavoro in cerca di occupazione in Italia. Nel 2012 – secondogli indicatori complementari al tasso di disoccupazionediffusi dall’Istat – gli inattivi disponibili a lavorare sono2 milioni 975 mila, 78 mila in piu’ (pari a +2,7%) rispettoal 2011. La quota di questi inattivi sulle forze di lavoro,stabile all’11,6% in confronto a un anno prima, e’ oltre trevolte superiore a quella media europea (3,6%).

In Italia, gli inattivi disponibili a lavorare sono piu’numerosi dei disoccupati in senso stretto (quasi tre milionicontro circa 2 milioni 700 mila), mentre nella media europeasi verifica l’opposto: i disoccupati (circa 25 milioni) sonopiu’ del doppio di questo segmento di inattivi (8 milioni e800 mila). All’interno di questo gruppo di inattivi gli scoraggiati,cioe’ quelli che dichiarano di non aver cercato lavoroperche’ convinti di non trovarlo, sono 1 milione 300 mila,il 43% del totale.

Per quanto riguarda gli inattivi che cercano lavoro, manon sono subito disponibili a lavorare, nel 2012 questogruppo conta 111 mila individui, 7 mila in meno rispetto a unanno prima (-6,1%). Essi rappresentano lo 0,4% delle forzedi lavoro in Italia e lo 0,9% nell’Unione Europea. La sommadegli inattivi disponibili a lavorare e degli inattivi checercano ma non disponibili rappresenta le cosiddette ”forzedi lavoro potenziali” che, nel 2012 ammontano a 3 milioni 86mila.

Sommando le forze di lavoro potenziali ai disoccupati siha la misura delle persone potenzialmente impiegabili nelprocesso produttivo: si tratta di 5 milioni 831 mila personenel 2012. Negli ultimi cinque anni alla contestuale crescitadelle persone in cerca di occupazione (da 1 milione 506 miladel 2007 a 2 milioni 744 mila del 2012), si accompagnal’aumento delle forze lavoro potenziali (+403 mila unita’).

Considerando i sottoccupati part time, sempre nel 2012,sono 605 mila, 154 mila in piu’ rispetto al 2011 (+34,1%):essi rappresentano il 2,4% delle forze di lavoro.

Nell’Unione Europea l’incidenza e’ pari al 3,8%. In confrontoa cinque anni prima, i sottoccupati part time aumentano di241 mila unita’ (+66,1%, rispetto ai 364 mila del 2007).

red/glr

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su