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Giovedì 11 aprile 2013 - 16:40

Fmi: contratti su rischio insolvenza Italia dominano mercato Cds

(ASCA) – Roma, 11 apr – Il mercato di Cds (Credit DefaultSwap) sul debito sovrano, dove si vende e si compra laprotezione (assicurazione) contro l’insolvenza di uno statosovrano (titoli di stato), valeva a fine giugno 2012 circa3mila miliardi di dollari su un mercato globale pari a 27mila miliardi, che comprende i Cds sugli altri segmenti diemissioni obbligazionarie, come quelle Corporate.

Dunque il mercato per proteggersi contro l’insolvenza deititoli di stato vale poco piu’ del 10% dell’intero mercatoglobale Cds ma, dall’inizio della crisi del 2008, il segmentodei Cds per coprirsi dal rischi sovrano e’ cresciuto in modosignificativo, mentre gli altri segmenti si sonoridimensionati. E ‘ quanto emerge dal Rapporto Globale sullaStabilita’ Finanziaria del Fondo Monetario Internazionale.

Nei Cds sul debito sovrano, la parte del leone va allaprotezione contro il fallimento dell’Italia che a fine 2012presentava un valore nominale lordo dei contratti, sommatoriadei contratti di vendita e di acquisto, pari 388 miliardi didollari rispetto a 158 miliardi nel 2008. Poi la Spagna a 212miliardi, la Francia a 177 miliardi, il Brasile 156miliardi.

Italia in testa anche nelle posizione netta, cioe’ ladifferenza tra contratti di acquisto e di vendita, nel 2008l’ammontare nominale netto dei Cds era pari a 18 miliardi didollari, salito a 26 nel 2010 per scendere a 21 miliardi nel2012. Tra le spiegazioni del boom dei contratti di protezionecontro il rischio Italia, il Fondo sottolinea come questacrescita ”potrebbe pero’ soprattutto riflettere la coperturadel rischio di controparte associato con operazioni, senzagaranzie collaterali, di swap sui tassi di interesse e swapsulle valute con il governo italiano.

Il costo del finanziamento del debito pubblico italianoaumenta, spiega il Fondo, in relazione alla volatilita’ deiCds, in particolare di quella correlata a fattori di natura”residuale”, non legata dunque ai fondamentalidell’economia nazionale, quanto piuttosto a fattori dirischio sistemico e di contagio indotti dalla volatilita’ dialtri Cds sui debiti sovrani. Ad esempio, nel caso del Bel Paese, la volatilita’residuale dei Cds sull’Italia dipende per circa 75% da quelladei Cds sul debito pubblico tedesco e per il 20% da quella su Cds spagnoli.

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