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Giovedì 11 aprile 2013 - 10:55

FAO: a marzo prezzi alimentari +1% grazie a prodotti lattiero-caseari

(ASCA) – Roma, 11 apr – Nel mese di marzo l’Indice dei prezzialimentari della FAO e’ salito dell’1%, trainatoprincipalmente dall’aumento dell’11% dei prodottilattiero-caseari, che rispetto ai prezzi delle altrecommodity incluse nel calcolo dell’Indice FAO incidono per un17%. Il monitoraggio della domanda-offerta cerealicola globaleha in parte corretto la precedente stima della produzione del2012, che risulta adesso aumentata di circa 3 milioni ditonnellate, solo 2% in meno rispetto alla quantita’ recorddel 2011. ”La produzione cerealicola mondiale nel 2013 potrebberecuperare fortemente, se non vi saranno condizioniclimatiche sfavorevoli nelle principali aree produttive”, silegge nell’ultimo Bollettino FAO sull’Offerta e Domanda diCereali. Per la produzione cerealicola complessiva leprevisioni sono nell’insieme positive, con le colture digrano gia’ a uno stadio avanzato e con le semine di riso e dicereali secondari, che aumenteranno nei prossimi mesi aragione dei prezzi sostenuti. La produzione mondiale di granosi prevede aumentera’ del 4%, attestandosi a 690 milioni ditonnellate, la piu’ alta mai registrata e seconda solo alrecord di 700 milioni di tonnellate raggiunto nel 2011. Nel mese di marzo l’Indice FAO dei Prezzi alimentari e’balzato di 22 punti attestandosi a 225, una delle variazionipiu’ ampie. L’impennata e’ stata causata dal clima caldo esecco dell’Oceania, che ha portato in tutta la regione a unbrusco calo della produzione di latte e della relativalavorazione dei prodotti. I prezzi lattiero-caseari impiegati nel calcolodell’Indice dei Prezzi FAO si sono basati sulle esportazionidella Nuova Zelanda, il maggiore paese esportatore al mondodi prodotti caseari, che rappresenta un terzo del commercioglobale. I prezzi all’esportazione sono aumentati anche in altriimportanti paesi esportatori, come l’Unione Europea e gliStati Uniti, ma non nella stessa misura. ”Questo eccezionale aumento e’ in parte un riflessodell’incertezza dei mercati, con i compratori in cerca difonti alternative di approvvigionamento”, si legge nelrapporto dell’Indice dei Prezzi alimentari. ”Inoltre vanotato che in Europa la produzione lattiera deve ancora dareil suo potenziale dopo un inverno particolarmente freddo, cheha ritardato la crescita dei pascoli per gli animali dalatte”. In marzo l’Indice FAO dei Prezzi cerealicoli ha registratouna media di 244 unti, dato invariato rispetto al meseprecedente. Mentre i prezzi del mais erano aumentati loscorso mese a causa d un calo delle esportazioni provenientidagli Stati Uniti, i prezzi piu’ bassi del grano dovuti allaprevisione di buoni raccolti compensano questi aumenti. Iprezzi globali del riso sono rimasti invariati. L’Indice FAO dei Prezzi dei grassi e dei semi oleosi e’sceso del 2,5% rispetto al mese di febbraio, a ragioneprincipalmente dei prezzi dell’olio di soia, che e’ calato acausa delle condizioni climatiche favorevoli registrate inSudamerica, di una produzione record negli Stat Uniti nel2013 e dall’annullamento degli acquisti da parte della Cina.

Ance i prezzi dell’olio di palma sono leggermente diminuiti.

L’Indice FAO dei Prezzi della carne ha nel mese di marzoregistrato una media di 176 punti, un calo del 2% rispetto almese di febbraio. L’Indice FAO dei Prezzi dello zucchero e’aumentato di 2,8 punti, l’1% rispetto a febbraio.

red/glr

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