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Giovedì 11 aprile 2013 - 10:15

Eurozona: Bce, ripresa da meta’ anno. Spingere su risanamento e riforme

(ASCA) – Roma, 11 apr – ”La debolezza dell’attivita’economica si e’ protratta fino alla parte iniziale del 2013 eper la seconda meta’ dell’anno si prevede una gradualeripresa, che e’ soggetta a rischi al ribasso”. Lo prevede laBce nel consueto bollettino precisando che ”in tale contestogenerale l’orientamento di politica monetaria restera’accomodante fintantoche’ necessario”.

Il dato sul PIL in termini reali – ricorda l’istitutocentrale – per il quarto trimestre del 2012 e’ risultatomodesto; la seconda stima dell’Eurostat indica unacontrazione dello 0,6 per cento sul periodo precedente,ascrivibile in prevalenza a un calo della domanda interna, maanche a una flessione delle esportazioni. I recenti dati eindicatori confermano che la debolezza dell’economia si e’protratta fino alla parte iniziale dell’anno. In prospettiva, la crescita delle esportazioni dell’areadell’euro dovrebbe beneficiare del recupero della domandamondiale, mentre l’orientamento di politica monetariadovrebbe contribuire a sostenere la domanda interna. Inaggiunta, il miglioramento osservato nei mercati finanziaridopo l’estate scorsa dovrebbe trasmettersi all’economiareale, nonostante le recenti incertezze. Nell’insieme, cio’ dovrebbe concorrere a stabilizzarel’attivita’ economica nell’area dell’euro e determinare unagraduale ripresa nella seconda parte dell’anno. Allo stessotempo, gli aggiustamenti di bilancio necessari nei settoripubblico e privato e le condizioni di credito restrittiveconnesse seguiteranno a gravare sull’attivita’ economica.

Per la Bce tali prospettive economiche per l’areadell’euro restano soggette a rischi al ribasso, che includonola possibilita’ di una domanda interna ancor piu’ deboledelle attese, nonche’ una lenta o insufficiente attuazionedelle riforme strutturali nell’area. Questi fattoripotrebbero ripercuotersi sul miglioramento del clima difiducia e quindi ritardare la ripresa economica.

Ed e’ ”fondamentale che i governi intensifichinol’attuazione delle riforme strutturali a livello nazionale erafforzino la governance dell’area dell’euro, ivi compresa larealizzazione dell’unione bancaria”. Per l’istituto centrale inoltre, i governi ”dovrebberoconsolidare i progressi conseguiti nel risanamento dei contipubblici e proseguire la ristrutturazione del settorefinanziario”.

Riferendosi proprio alle politiche di bilancio, la Bceauspica che i paesi dell’area dell’euro moltiplichino ”glisforzi per ridurre i disavanzi pubblici e proseguire leriforme strutturali; in tal modo la sostenibilita’ dei contie la crescita economica si rafforzeranno reciprocamente”. Per l’istituto centrale ”le strategie di bilancio devonoessere integrate da riforme strutturali favorevoli allacrescita che siano ambiziose e di ampio respiro e interessinoi mercati dei beni e servizi, compresi i servizi su rete, imercati del lavoro e la modernizzazione della pubblicaamministrazione. Per promuovere l’occupazione, il processo diformazione dei salari dovrebbe divenire piu’ flessibile emeglio allineato alla produttivita’. Tali riforme – per laBce – aiuteranno i paesi negli sforzi tesi a recuperarecompetitivita’, porre le basi per una crescita sostenibile efavorire il ripristino della fiducia sul pianomacroeconomico”.

Quanto all’inflazione, ”le aspettative per l’area dell’eurocontinuano a essere saldamente ancorate in linea conl’obiettivo del Consiglio direttivo di mantenere i tassi diinflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2 per centonel medio periodo”. La Bce calcola che ”nell’area dell’euro l’inflazione suidodici mesi misurata sullo IAPC e’ scesa dall’1,8 all’1,7 percento tra febbraio e marzo. Il continuo calo del tasso diinflazione e’ riconducibile soprattutto alla componenteenergetica dell’indice dei prezzi. In prospettiva,l’andamento dei prezzi dovrebbe rimanere contenuto nel mediotermine, a fronte della debole attivita’ economica nell’areadell’euro. Le aspettative di inflazione sono saldamenteancorate in linea con la stabilita’ dei prezzi nelmedio-lungo periodo”.

Per la Bce ”i rischi per le prospettive sull’andamentodei prezzi continuano a essere sostanzialmente bilanciati nelmedio termine; quelli al rialzo sono connessi a incrementisuperiori alle attese dei prezzi amministrati e delle imposteindirette, nonche’ ai rincari del petrolio, mentre quelli alribasso alla maggiore debolezza dell’attivita’ economica”.

red/glr

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