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Giovedì 11 aprile 2013 - 14:38

Energia: Industrie ‘energy intensive’, no a modifica sistema ETS

(ASCA) – Roma, 11 apr – L’Alleanza delle industrie ad altaintensita’ energetica dice ‘no’ alle proposte di modifica delsistema comunitario ETS (emission trading) che prevede ilcambiamento del calendario per le aste delle quote diemissione lasciando un ‘ ampia discrezionalita’ allaCommissione Europea. Le industrie ”energy intensive” mettono in guardia controgli impatti economici derivanti dalle proposte di modificadel sistema comunitario: ”l’innalzamento dei prezzi ETS -perseguito dalla Commissione attraverso interventi a brevetermine – spiegano in una nota congiunta – aumentera’ulteriormente il costo dell’energia ed allo stesso modo losquilibrio concorrenziale tra le industrie dell’UE ad altaintensita’ energetica e quelle degli altri paesi. Larevisione della direttiva comunitaria ETS, che dovrebbelasciare alla Commissione piu’ spazio di intervento nelcalendario delle aste, produrrebbe anche una maggioreincertezza per l’industria”. Percio’, l’Alleanza delle industrie ad alta intensita’energetica, di cui fa parte Glass Alliance, la Federazioneeuropea dei produttori di vetro, esorta i membri delParlamento ed i rappresentanti degli Stati membri a rifiutarequesta proposta, che alterera’ la natura del sistemacomunitario ETS e che, se approvata, ”non impedira’ lachiusura degli impianti industriali ed il ‘carbon leakage’,ma piuttosto produrra’ il trasferimento degli investimentidel settore industriale manifatturiero al di fuoridell’Europa”.

Dopo la profonda divergenza di opinioni tra la CommissioneIndustria e la commissione Ambiente del Parlamento europeo,tutti i deputati del Parlamento europeo saranno chiamati adeliberare in merito alla proposta della Commissione dimodifica della direttiva EU ETS che dovrebbe portare ad uncambiamento del calendario per le aste delle quote diemissione (cd ”back-loading”).

L’Alleanza delle industrie ad alta intensita’ energetica,che rappresenta attualmente piu’ di 30.000 imprese cheimpiegano direttamente piu’ di 2,5 milioni di personenell’Unione Europea, chiede al Parlamento europeo e agliStati membri di respingere la proposta della Commissione peruna serie di motivi: ”L’ aumento dei costi nel sistema ETSfara’ aumentare i costi operativi per le industriemanifatturiere che emettono direttamente CO2. Un aumentoartificioso dei prezzi ETS spingera’ al rialzo anche i prezzidell’elettricita’. La crescente incertezza per gliinvestitori ritardera’ ulteriormente la ripresa economica. La proposta di modifica del sistema ETS e’ superflua inquanto gli obiettivi dell’Unione europea sul clima sarannocomunque raggiunti. Le industrie ad alta intensita’energetica sostengono il sistema ETS come un importantestrumento per raggiungere gli ambiziosi obiettivi climaticidell’ UE”.

Respingendo il ” back loading”, cioe’ la modifica delcalendario per le aste delle quote di emissione, l’Alleanzavuole garantire che l’UE-ETS rimanga, come previstoinizialmente, uno strumento economico e di mercato e che lasua natura non sia alterata.

red-mpd/

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