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Giovedì 11 aprile 2013 - 14:03

Def: Monti, mantenere guardia alta su conti e proseguire riforme (1 upd)

(ASCA) – Roma, 11 apr – L’Italia e’ uscita dall’emergenzafinanziaria e oggi e’ nella condizione di poter cogliere ifrutti delle riforme e dei sacrifici fatti per rimettere inordine i conti pubblici. E’ quanto scrive il presidente delconsiglio, Mario Monti, nella versione definitiva del Defsottolineando che rispetto alla fase piu’ acuta della crisifinanziaria ”diventa ora possibile mettere in campo unastrategia piu’ articolata”. Occorrono pero’ alcune”condizioni” per sfruttare le opportunita’ offerte da unquadro europeo oggi piu’ favorevole agli investimenti per lacrescita e l’occupazione.

Monti indica che per capitalizzare queste aperture e”’cruciale tenere alta la guardia sulle finanze pubbliche”ed e’ ”piu’ che mai necessario tenere ferma la barra delleriforme. Il presidente del consiglio mette in rilievo la portatadell’aggiustamento dei conti pubblici e sottolinea che ”lasolidita’ dell’aggiustamento si riflette nell’atteggiamentodei mercati internazionali” con uno spread tra Btp e Bundoggi intorno ai 300 punti dopo il picco di 574 toccato nelnovembre 2011. ”Il risanamento delle finanze pubbliche -continua il premier – e’ rafforzato anche grazie a un’azioneincisiva di contenimento e riqualificazione della spesapubblica”.

”Un aggiustamento di questa portata, realizzato in tempistretti e in un contesto di debolezza economica e diricorrenti tensioni sui mercati internazionali, non puo’avvenire se non a costio di sacrifici pesanti e senzascontare conseguenze conomiche e sociali nel breve periodo”.

Ma il presidente del consiglio rileva che ”senza un’azioneferma e credibile di risanamento sarebbe stato impossibileallontanare lo spettro del collasso finanziario che siprospettava nel novembre 2011”.

Oltre all’intervento profondo e solido sui conti pubbliciil Def mostra anche che ”le riforme possono realmentecambiare il corso della crescita del paese”. Le stimeindicano che le riforme per la competitivita’ e del emrcatodel lavoro ”porteranno a una crescita cumulata aggiuntivadel pil di 1,6 e 3,9 punti percentuali nel 2015 e nel 2020 efino a 6,9 punti in piu’ rispetto allo scenario base nellungo periodo”. ”Questo si tradurra’ per il nostro paese inuna crescita potenziale di circa un punto di Pil superiore aquanto avrebbe potuto avere senza le riforme. E’ la spinta -continua Monti – di cui il paese ha bisogno per accelerarel’uscita da una crisi che dura da troppo tempo”.

did/

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