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Martedì 9 aprile 2013 - 17:32

P.A.: dopo 32 anni cala spesa retribuzioni, persi 230 mila dipendenti

(ASCA) – Roma, 9 apr – La spesa complessiva sostenuta dallapubblica amministrazione per pagare le retribuzioni ai propridipendenti (circa 170 miliardi di euro, l’11% del Pil)diminuisce per la prima nel 2011 dell’1,6%, rispetto al 2010.

E’ quanto emerge dal rapporto semestrale di Aran sulleretribuzioni dei pubblici dipendenti. Si tratta del primo calo dal 1979. Le previsioni per il2012 e il 2013 sono analoghe e dalle anticipazioni Istatvengono stimate intorno a un ulteriore calo del 2,3%.

Un dato che si concilia alla diminuzione, inoltre, anchedel numero di occupati nella P.A.: da circa 3,6 milioni del2006 sono passati a meno di 3,4 milioni nel 2012, per unapercentuale di oltre il 6% e un calo complessivo di circa 233mila dipendenti.

L’andamento e’ principalmente il frutto delle misure dicontenimento varate negli ultimi anni, come i vincoli sulturn-over, i provvedimenti per la riduzione degli organici eil blocco dei contratti nazionali.

Sul piano salariale le retribuzioni dei dipendentipubblici sono invece ferme dal 2000 e persino in diminuzionenel 2011, per una percentuale dello 0,8. Nel 2012 – stimal’Aran – il calo potrebbe oscillare tra lo 0,5 e l’1%.

Un’inversione di tendenza rispetto al settore privato,dove le retribuzioni pro-capite sono salite negli ultimi 11anni del 2,1%, con un forte incremento nel compartoindustriale, che assorbe gli effetti della crisi attraversouna decisa riduzione degli occupati.

Numeri che riflettono un calo anche tra gli occupati nellaP.A. italiana: il Belpaese e’ infatti sotto la media Ocseriguardo alla percentuale della forza lavoro. I dati,rilevati in un arco temporale che varia dal 2008 al 2009,attestano l’Italia – per il totale di dipendenti pubblici -al di sotto di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, ma al disopra di Spagna, Portogallo e Germania.

Sul scala regionale, infine, il dossier rivela come idipendenti pubblici ‘affollino’ principalmente leamministrazioni del nord Italia, lasciando un vuoto nelleregioni meridionali. La Lombardia e’ il territorio cheregistra il maggior numero di uffici in sovraorganicorispetto alle proprie esigenze, per una stima intorno al25%.

Segue il Lazio, con il 18% circa, poi il Trentino e laSardegna, rispettivamente con il 19 e il 12% di impiegati inpiu’. In sottorganico invece le principali regioni del Sud,come la Campania (-21%), la Calabria (-23%) e la Basilicata(-17%).

rba

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