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Lunedì 8 aprile 2013 - 14:03

Vinitaly: Confcooperative, sull’export pesano dazi per 269 mln

(ASCA) – Verona, 8 apr – Il viaggio dei vini italiani verso ipaesi emergenti trova al suo arrivo uno spiacevole fardello,l’applicazione di pesanti barriere all’ingresso. L’ammontarecomplessivo dei dazi oggi in vigore sui vini italiani neiprincipali paesi importatori e’ di circa 269 milioni di euro,che equivalgono al 12% del valore complessivo del vinoesportato nei Paesi terzi, che ha superato nel 2012 quota 2,2miliardi di euro, con una crescita del +8,8% rispetto al 2011(dati Fedagri elaborati su fonte Ismea). Lo comunica laConfcooperative in occasione dell’evento Vinitaly in corso aVerona, dedicato interamente al ‘nettare degli dei’.

”L’Italia potrebbe essere piu’ competitiva nei paesiterzi – ha commentato il presidente dell’Alleanza delleCooperative Agroalimentari Maurizio Gardini – se non fosseper gli ingenti dazi, in alcuni casi proibitivi per leesportazioni dei nostri vini, soprattutto in quei paesi chehanno un consumo procapite in continua crescita quali imercati asiatici, est europei e sud americani”.

Nello specifico, i numeri, illustrati al convegno daAlberto D’Avino, Vice Capo Unita’ Analisi della politicacommerciale agricola della Commissione Europea, mostrano comese in Paesi come gli Stati Uniti, il Canada, la Svizzera, laNorvegia e l’Australia il mercato del vino e’ praticamenteliberalizzato, in altri mercati quali India (dazi pari al150% del valore del vino), Thailandia (59,2%), Malesia(30,7%), Brasile (26,1%) e Ucraina (23%) i dazi sono ancoramolto alti.

com/mpd

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