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Sabato 6 aprile 2013 - 11:50

Crisi: gli italiani rinunciano anche al vino, crollo record dei consumi

(ASCA) – Roma, 6 apr – Gli italiani non brindano piu’ edicono addio ad un bicchiere di vino su quattro con il crollorecord del 22 per cento in dieci anni dei consumi nazionaliche sono scesi a minimo storico dall’Unita’ d’Italia adappena 22,6 milioni di ettolitri, inferiori addirittura ai 29milioni di ettolitri bevuti negli Stati Uniti e ai 30,3milioni di ettolitri della Francia che detiene saldamente ilprimato mondiale. E’ la Coldiretti a lanciare l’allarme inoccasione del Vinitaly nell’evidenziare che per effetto dellacrisi e del cambiamento di abitudini in Italia sono stativersati 40 milioni di litri di vino in meno nel 2012 rispettoall’anno precedente (-2 per cento).

Il consumo nel 2012 e’ sceso sotto i 40 litri all’anno perpersona con quasi un italiano su tre (32 per cento) chedichiara di consumare il vino solo in occasioni di festaparticolari, il 27 per cento lo porta in tavola tutti igiorni secondo un sondaggio online condotto dal sitowww.coldiretti.it. A questo si aggiunge un 6 per cento degliitaliani non beve mai il vino e il il 18 per cento che loversa nel bicchiere solo una o due volte la settimana mentreil 17 per cento piu’ volte.

”Il settore del vino ha affrontato nell’alimentare lapiu’ grave crisi dei consumi interni, ma e’ comunquediventato la punta di diamante del Made in italy nel mondopuntando sulle esportazioni e su una innovazione senzaprecedenti che valorizza la distintivita’ del prodotto e illegame con il territorio e la cultura locale per vincere lacompetizione”, ha affermato il presidente della ColdirettiSergio Marini nel sottolineare che ”il nuovo mondo del vinofornisce gli elementi per definire il modo, la natura,l’identita’ e il processo di un piu’ generale modo di esseree rappresentare il Made in Italy nel mondo”. Dal primospumante con polvere d’oro a quello dietetico, dal vinoinvecchiato tra i ghiacciai a quello negli abissi marini, dalritorno del vino dei Celti al primo vino sinfonico sono soloalcune delle novita’ del Vinitaly 2013 che saranno presentateall’apertura di domenica 7 aprile dalle ore 10,00 allo standdella Coldiretti Centro Servizi Arena – nel corridoio tra ipadiglioni 6 e 7. L’Italia e’ in controtendenza rispetto a quello che e’avvenuto a livello globale dove invece quest’anno sonocresciuti i consumi che hanno raggiunto 245,2 milioni diettolitri (+0,6 per cento). Un risultato che e’ – precisa laColdiretti – l’ effetto dell’aumento della domanda in Cinacon 18 milioni di ettolitri (+9 per cento) e negli StatiUniti che, con 29 milioni di ettolitri (+2 per cento).. InEuropa – continua la Coldiretti – i consumi crescono un pocoin Francia e sono invece stabili in Germania, Portogallo eGrecia mentre calano, oltre che in Italia, anche in Spagna di60 milioni di litri in un solo anno.

Si sta dunque profondamente modificando – sottolinea laColdiretti – la mappa internazionale della domanda di vino inuna situazione in cui dell’Organizzazione Internazionaledella Vigna e del Vino (OIV) che ha stimato la produzionemondiale di vino in calo del 5 per cento a 251 milioni diettolitri che rappresenta il minimo storico da quando sonoiniziate le rilevazioni.

I consumi di vino degli italiani sono scesi ad un valoreche – sottolinea la Coldiretti – e’ leggermente superiore aquello di 21,5 milioni di ettolitri fatto segnare dalleesportazioni che invece negli ultimi dieci anni sonoaumentate in quantita’ del 58 per cento. L’Italia restasaldamente il maggior esportatore di vino nel mondo dovequasi una bottiglia scambiata su cinque e’ Made in Italy. Conun valore record delle spedizioni di 4,7 miliardi di euro nel2012, il vino si classifica come il prodotto agroalimentareitaliano piu’ esportato nel 2012. Negli Stati Uniti il vinoitaliano – sottolinea la Coldiretti – supera lo storico tettodi un milione di euro in valore, con un aumento del 6 percento mentre un incremento a due cifre si registra in Cina,dove le bottiglie tricolori stanno conquistando sempre piu’spazi di mercato (+17 per cento, da 66 milioni a 77milioni).

Ma – continua la Coldiretti – e’ l’intero continenteasiatico a rivelarsi terra di conquista per i nostriprodotti, con un aumento netto del 20 per cento. Tra ledestinazioni storiche – conclude la Coldiretti – si registraun aumento del 4 per cento in Germania che e’ il secondomercato dopo gli Usa, del 5 per cento in Gran Bretagna,dell’11 per cento in Canada mentre c’e’ un calo del 15 percento in Russia.

com/mau

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