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Venerdì 5 aprile 2013 - 18:12

Finmeccanica: Ugl, preoccupati per futuro Selex ES

(ASCA) – Roma, 5 apr – ”Siamo preoccupati da quantoannunciato oggi dai vertici Selex Es: la riduzione di 1938posti di lavoro in 4 anni, fra diretti ed indiretti, e lachiusura di 22 su 48 siti italiani ridimensiona in parte lapresenza dell’azienda nel nostro Paese”. Cosi’ AdelmoBarbarossa, del coordinamento nazionale Finmeccanica UglMetalmeccanici, commenta il piano di riassetto e di rilanciodi Selex Es al termine dell’incontro con i vertici aziendali,evidenziando come ”oltre alle ricadute occupazionali, siamoperplessi dal fatto che il piano industriale sia fortementecondizionato dalla disponibilita’ del governo italiano acontinuare ad investire in progetti gia’ avviati ma in partebloccati dalla mancanza di finanziamenti”.

”L’azienda – prosegue il sindacalista – ha spiegato che16 dei 22 siti che saranno chiusi in Italia si trovano nellearee metropolitane di Milano, Genova, Firenze e Roma. Cisaranno dunque anche lavoratori interessati da spostamenti,per i quali saranno previsti sostegni economici. Sarannoridotte anche le posizioni manageriali, considerate ineccesso. Dei 1938 lavoratori che dovrebbero uscire dalperimetro aziendale fra il 2013 e il 2017 – continuaBarbarossa – 840 sono diretti e 1098 indiretti. Fra questi,sono compresi anche 810 lavoratori per cui sono gia’ statiraggiunti accordi di mobilita’ con accompagnamento allapensione”.

”Per quanto riguarda le attivita’ aziendali – prosegue -,Selex Es vorrebbe riorganizzare le produzioni sulla base dicriteri di maggiore efficienza, dando pero’ priorita’ almantenimento e allo sviluppo dei programmi gia’ avviati conil sostegno del governo italiano, come i sistemi Sistri,Tetra, Agenda digitale, Forza Nek, Soldato Futuro, M346 eRadar Escan. Riteniamo pero’ carenti le garanzie fornite inmerito alla concreta fruizione delle risorse promesse dalgoverno, cosi’ come occorre puntualizzare meglio la missiondei singoli siti, valorizzando le professionalita’ che vioperano”.

”Nei prossimi incontri con l’azienda, che si terrannoprima della fine del mese – conclude Barbarossa – chiederemomaggiori garanzie sulle ricadute occupazionali del piano e difare chiarezza sulla sua incidenza sui vari poli aziendali e,quindi, sui territori interessati, per evitare che il pesodelle scelte annunciate sia scaricato solo sui lavoratori”.

com-sen/

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